Analizzata la cinematica dei getti di un blazar vicino
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Attraverso il Very Long Baseline Array, un team di astronomi dettaglia le osservazioni dei getti del blazar 4C+21.35 scoprendo strutture finora non viste e misurando velocità superluminali.


Fonte Taeseok Lee et al. Jet Kinematics of the Quasar 4C +21.35 from Observations with the KaVA Very Long Baseline Interferometry Array. arXiv


Emissione a 22 GHz dal blazar 4C+21.35. Crediti Lee et al.
Emissione a 22 GHz dal blazar 4C+21.35. Crediti Lee et al.

Tramite il Very Long Baseline Interferometry (VLBI) è stato studiata la cinematica dei getti del blazar 4C+21.35.

In base alle proprietà ottiche, gli astronomi dividono i blazar in Flat-Spectrum Radio Quasars (FSRQs), con righe di emissione molto ampie, e oggetti di tipo BL Lacertae (BL Lacs). In generale i blazar appartengono alla categoria degli AGN e le strutture dominanti sono i getti relativistici puntati quasi esattamente verso la Terra anche se i meccanismi di espulsione e collimazione sono ancora poco noti.

Il blazar 4C+21.35 (o PKS 1222+216) si trova a redshift 0.433 ed è di tipo FSRQ, tra l'altro molto vicino. Precedenti studi hanno rivelato come l'oggetto sia in possesso di un getto superluminale, la cui velocità apparente sembra più veloce rispetto alla luce nel vuoto (c) nella misura da 3 a 25 volte sulla scala dei milliarcosecondi. Le osservazioni della sorgente hanno evidenziato anche tre flare gamma, due nel 2010 e uno nel 2014.

Taeseok Lee del Seoul National University, in Corea del Sud, insieme al team di astronomi, ha utilizzato il VLBI per osservazioni di dettaglio puntate alla caratterizzazione della cinematica del blazar e alla connessione tra cinematica e attività gamma. Le osservazioni hanno evidenziato come, a 22 GHz, il blazar presenti un getto molto compatto unitamente a tre componenti nel getto interno e due nella bolla. Tutte le componenti mostrano un moto verso l'esterno, con velocità crescente al crescere della distanza, raggiungendo una velocità apparente di 14.4c.

I ricercatori hanno evidenziato una connessione tra le componenti più interne visibili dal 2016 e il flare gamma di Novembre 2014. 

Le osservazioni a 43 GHz hanno rivelato quattro componenti interne del getto, con velocità apparenti da 3.5 a 6.8c comunque inferiori a quanto riportato da studi precedenti. Secondo gli autori, questa perdita di velocità potrebbe essere conseguenza del fatto che un getto non è un gruppo di sorgenti discrete e puntiformi ma un complesso continuo di distribuzione di materia.