Curiosity si fa largo nelle argille
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Il rover della NASA sabato 6 aprile 2019 ha prelevato un campione da una delle regioni più interessanti del pianeta rosso. Aberlady è ora nel laboratorio per essere analizzato.


Fonte NASA


La perforazione effettuata da Curiosity. Crediti NASA
La perforazione effettuata da Curiosity. Crediti NASA

Tra le regioni marziane, una in particolare desta curiosità da anni e proprio qui, su un lato di Mount Sharp e in una zona chiamata Clay-Bearing Unit, sta ora trapanando il rover Curiosity. Il rover ha prelevato un pezzo di letto fluviale chiamato Aberlady il giorno 6 aprile, sol 2370 della missione, rilasciando il campione al proprio laboratorio interno di mineralogia il giorno 10 aprile. 

Lo scavo è stato semplice per il rover contrariamente alle difficoltà incontrate nella regione di Vera Rubin Ridge: un suolo tanto soffice da non richiedere neanche una tecnica di percussione necessaria per i campioni di roccia più dura. E' bastata quindi la semplice rotazione del trapano.

Si tratta di una delle principali fasi della missione Curiosity, alla ricerca di minerali di argilla che solitamente si formano in presenza di acqua. Il Mars Reconnaissance Orbiter ha già rinvenuto le firme spettrali di argille già prima del lancio di Curiosity nel 2012.

Curiosity ha scoperto minerali di argilla durante tutto il proprio viaggio, in sedimenti risalenti ad antichi laghi risalenti a circa 3.5 miliardi di anni fa. 

Uno sguardo di insieme alla regione raggiunta ha mostrato a Curiosity diverse altre strutture che rappresenteranno di sicuro zone di interesse: sabbia e rocce fluviali nonché dune sollevate negli anni passati.

Il campione Aberlady fornirà un punto di inizio per comprendere le caratteristiche della zona e sono previsti diversi campionamenti ulteriori nel corso dei prossimi anni.

Panorama marziano ripreso dalla MASTCAM di Curiosity. Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS
Panorama marziano ripreso dalla MASTCAM di Curiosity. Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS