I passati vulcanici nelle meteoriti metalliche
loading

Un team di astronomi studia la possibile evoluzione degli asteroidi metallici, scoprendo come un passato di vulcani di ferro potrebbe essere registrato nelle meteoriti cadute sulla Terra


Fonte Geophysical Research Letters (2019)


Rappresentazione di uno spaccato di Psyche.
Rappresentazione di uno spaccato di Psyche.

Gli asteroidi metallici dovrebbero avere origine da particelle di ferro fuso presenti nello spazio. A questo, già strano di per sé, si aggiunge la possibilità che durante il raffreddamento e la solidificazione del metallo, i vulcani potrebbero aver eruttato attraverso una crosta di ferro.

Questo è lo scenario emerso dalla analisi della UC Santa Cruz: gli asteroidi metalli hanno origine nel sistema solare primordiale, durante la fase della formazione dei pianeti. Un protopianeta coinvolto nella collisione catastrofica potrebbe aver subito la perdita degli strati più esterni di roccia, esponendo il nucleo ricco di ferro fuso. Nel freddo dello spazio, quella bolla di metallo liquido avrebbe iniziato a freddarsi e solidificare. In alcuni casi la struttura potrebbe essersi cristallizzata dal centro senza un fenomeno di vulcanismo ma in altri casi la cristallizzazione potrebbe essere iniziata dall'alto, lasciando una crosta di metallo in superficie e metallo liquido al di sotto. Vulcani di ferro, in pratica: se si fosse trattato di ferro quasi puro, allora i flussi sarebbero stati a bassa viscosità mentre nel caso di elementi leggeri uniti a gas si sarebbero verificati fenomeni di vulcanismo esplosivo in grado di lasciare bocche vulcaniche in superficie. 

La missione Psyche della NASA è prevista per il 2022 e raggiungerà l'asteroide omonimo nel 2026, quando verranno ricercati anche fenomeni vulcanici passati risultanti anche da variazioni nel colore e nella composizione superficiale. Tutti segnali che però rischiano di essere stati eliminati dai miliardi di anni di eventi. 

Segnali potrebbero essere rinvenuti anche nelle meteoriti presenti sulla Terra: una eruzione in superficie sarebbe andata soggetta a un veloce raffreddamento rinvenibile nella composizione delle meteoriti stesse, lasciando dei buchi per la fuga del gas.