Feedback in corso per il quasar PDS 456
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Le antenne di ALMA scavano nell'attività del buco nero centrale del quasar PDS 456 rilevando un copioso flusso molecolare in uscita che porterà presto la galassia a interrompere la formazione stellare


Fonte M. Bischetti et al. The gentle monster PDS 456: the kpc scale molecular outflow and its implications for QSO feedback


Emissione dal quasar PDS 456. Crediti M. Bischetti et al.
Emissione dal quasar PDS 456. Crediti M. Bischetti et al.

Le antenne di Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) hanno rintracciato un flusso molecolare in uscita dal quasar PDS 456. I quasar sono alimentati da buchi neri supermassivi e sono AGN molto luminosi, raggiungendo le migliaia di luminosità galattiche. Molti quasar espellono molto materiale dalla galassia di appartenenza e l'osservazione fornisce molte informazioni circa l'evoluzione galattica

PDS 456 si trova a redshift 0.18 ed è il più luminoso quasar radio-quiet nell'universo locale. L'ampia presenza di flussi in uscita, insieme alla vicinanza e alla grande luminosità, lo rendono un ottimo laboratorio per lo studio dei flussi molecolari e degli effetti dell'attività del buco nero sul mezzo interstellare della galassia madre e, in ultima istanza, sulla formazione stellare al suo interno (processo di feedback). ALMA ha consentito di osservare diverse masse caratterizzate da un discreto blueshift a una distanza di circa 16 mila anni luce dal nucleo, rilevando la presenza di ampi flussi in uscita, tali da occupare tutta la galassia. La massa totale del flusso si attesta sui 250 milioni di masse solari mentre il tasso di allontanamento è di circa 290 masse solari ogni anno, un valore molto basso per un quasar così luminoso nel quale è stato rintracciato uno dei più veloci e energetici flussi in uscita (Ultra-Fast Overflow - UFO). Nel giro di 8 milioni di anni la galassia dovrebbe essere prosciugata del gas molecolare, un periodo da 4 a 10 volte più corto rispetto al tasso con il quale il gas molecolare viene convertito in stelle. Questo, secondo lo studio, porterà al termine della formazione stellare nella galassia ospite in un tempo decisamente breve.