Recurrent Slope Linea marziane, torna una ipotesi di acqua
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Dopo uno studio che vedeva semplici frane alla base dei presunti rivoli di acqua su Marte, si torna a ipotizzare la presenza di un sistema di acqua su-superficiale in risalita attraverso fratture


Fonte A deep groundwater origin for recurring slope linea on Mars, Nature Geoscience (2019)


Slopes su Marte. Crediti NASA
Slopes su Marte. Crediti NASA

A metà 2018 è stata pubblicata una notizia riguardante un lago di acqua salata sotto il polo sud di Marte. A distanza di un anno un altro studio ha dedotto la necessità di un calore interno proveniente da Marte per mantenere acqua liquida alla profondità indicata, non bastando la salinità potenzialmente raggiungibile. Oggi un altro team evidenzia come l'acqua in profondità possa essere attiva e originare ancora oggi dei flussi superficiali in alcune zone equatoriali del pianeta rosso.

Lo studio ipotizza come acqua sub-superficiale possa trovarsi in molte aree geografiche marziane e non solo ai poli e che possa esistere un sistema attivo, profondo circa 750 metri, in grado di alimentare rivoli superficiali tramite fratture del terreno in specifici crateri analizzati. In particolare sono stati analizzati gli aspetti delle Mars Recurrent Slope Linea, brevi flussi che appaiono sulle pareti di alcuni crateri e che in realtà erano stati ricondotti a piccole frane di materiale indotte dalla elevata pendenza delle pareti stesse, quindi senza bisogno di acqua di alcun tipo. Senza tener conto di questo studio, il nuovo lavoro ipotizza come queste slopes non siano legate a falde acquifere poco pronfonde ma a un sistema che va più dentro il suolo marziano.

Un meccanismo simile di risalita e fuoriuscita è stato osservato nel Sahara del Nord Africa e nella penisola araba, anche se ovviamente i due paesaggi distano molto dalle caratteristiche marziane. Le fratture nei crateri marziani consentirebbero all'acqua di risalire fino alla superficie come conseguenza della pressione. Il team di studio sembra giustificare anche la stagionalità delle slopes visibili sulle pareti dei crateri. 

Uno dei metodi più in voga per scandagliare acqua sub-superficiale consiste nell'inviare onde elettromagnetiche verso la superficie e studiarne i rimbalzi che avvengono a diverse profondità ma in questo lavoro è stato posto l'accento sulla presenza di fratture superficiali tramite analisi di immagini ad alta risoluzione, al fine di correlarle allo slopes.