Un AGN di una radiogalassia vicina ma resa opaca
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Lo studio della radiogalassia PKS 2251 consente di approfondire le conoscenze sulla zona di accrescimento di un AGN ma non riesce a fugare tutti i dubbi.


Fonte Samuele Ronchini et al. X-ray analysis of the accreting supermassive black hole in the radio galaxy PKS 2251+11


Rappresentazione di AGN. Credit Public
Rappresentazione di AGN. Credit Public

Astronomi italiani hanno c]ondotto una analisi a raggi X del disco di accrescimento del buco nero supermassivo al centro della radiogalassia PKS 2251+11. Una radiogalassia, con un AGN , emette elevatissimi livelli di onde radio dalle zone centrali e il buco nero presente in questa zona si accresce tramite gas e polvere generando getti visibili a onde radio, in grado di accelerare particelle a velocità elevatissime.

Il materiale in accrescimento viene riprocessato dall'ambiente che circonda il nucleo e così i getti sono osservabili a tutte le lunghezze d'onda, dal radio ai raggi gamma ma nonostante questo la struttura dell'ambiente è ancora molto dibattuta.

Le radio galassie broad-line (BLRGs) come PKS 2251+11, a redshift di 0.33, sono eccellenti taret di studio per ottenere ottimi dettagli in raggi X visto che presentano i massimi flussi X in una popolazione di AGN molto rumorosa in banda radio. L'elevata luminosità X e la prossimità della radiogalassia in questione rendono lo studio un ottimo candidato per una dettagliata analisi delle regioni di accrescimento delle radiogalassie in generale. Le osservazioni di XMM-Newton hanno consentito di ottenere quindi dettagliate immagini della radiogalassia, della struttura e della cinematica ma anche dello stato fisico dell'ambiente nucleare.

La sorgente X di PKS 2251+11 è risultata parzialmente coperta da un mezzo ionizzato in grado di assorbire la radiazione. Probabilmente si tratta di ammassi di materia composti da nubi distinte con un fattore di copertura intorno al 90%. La distanza del mezzo dal buco nero centrale è stata stimata in 0.33 anni luce anche se non si esclude una distanza maggiore. E' stata osservata una emissione K-alpha del ferro a 6.4 keV, la cui intensità varia su scala oraria.

Molte questioni restano aperte, come ad esempio l'origine dei getti, e questo è dovuto alla mancanza di informazioni circa lo stato del disco più interno e la rotazione del buco nero. Le caratteristiche osservate non rendono PKS 2251+11 molto diversa da AGN privi di getti.