Da impatti asteroidali ai nitrati marziani
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Uno studio unisce esperimenti di laboratorio e dati di Curiosity per giungere a un modello in grado di spiegare le caratteristiche abitabili del Marte che fu


Fonte Rafael Navarro‐González et al. Abiotic Input of Fixed Nitrogen by Bolide Impacts to Gale Crater During the Hesperian: Insights From the Mars Science Laboratory, Journal of Geophysical Research: Planets (2018)


Rover marziano
Rover marziano

Impatti asteroidali sull'antico Marte potrebbero aver prodotto gli ingredienti di base per la vita, qualora l'atmosfera del pianeta rosso fosse all'epoca ricca di idrogeno. Questo è quanto risulta da uno studio di fine 2018 e questo è quanto potrebbe spiegare anche in quale modo il pianeta Marte possa essere rimasto abitabile anche dopo la perdita di gran parte della propria atmosfera.

I dati sono quelli del Sample Analysis at Mars (SAM) installato sul rover Curiosity della NASA e gli ingredienti di base sono nitriti (NO2) e nitrati (NO3), forme fisse di azoto fondamentali per la sostenibilità della vita come la conosciamo. Questi elementi sono stati scoperti nel suolo e nei campioni di roccia durante l'attraversamento del Cratere Gale, il sito di antichi laghi e di sistemi di acqua sotterranea. 

Per giungere ai risultati, l'atmosfera primordiale di Marte è stata ricreata nei laboratori terrestri tramite una combinazione di modelli teorici e dati sperimentali, un mix finalizzato a scoprire il ruolo dell'idrogeno nell'alterazione dell'azoto in nitriti e nitrati tramite energia ottenuta da impatti asteroidali. Nel laboratorio, il gruppo di scienziati ha utilizzato raggi laser a infrarosso  per simulare le onde d'urto a elevata energia create dagli impatti in un ambiente in grado di riprodurre ciò che si ritiene fosse l'atmosfera marziana degli albori del Sistema Solare . Il risultato è stato sorprendente, con un aumento di nitrati laddove la presenza di idrogeno era maggiore. Si tratta di qualcosa di contro-intuitivo visto che la formazione di nitrati richiede ossigeno mentre l'idrogeno domina gli ambienti in cui l'ossigeno scarseggia, ma la presenza di idrogeno velocizza il raffreddamento del gas scaldato dallo shock e intrappola l'ossido di azoto. 

I risultati sono stati poi confrontati con quanto ottenuto dallo strumento SAM di Curiosity, il primo a rintracciare nitrati su Marte. A causa del basso livello di azoto gassoso in atmosfera, i nitrati sono l'unica forma di azoto su Marte. La presenza nel suolo è quella di maggiore interesse astrobiologico: sebbene la superficie di Marte sia fredda e inospitale, oggi, gli scienziati pensano che una atmosfera più densa arricchita di gas serra come l'anidride carbonica e il vapore acqueo potrebbe aver scaldato il pianeta nel passato. Modelli climatici mostrano come l'aggiunta di idrogeno in atmosfera potrebbe essere stata necessaria per aumentare le temperatura a livelli sufficienti da avere acqua liquida superficiale. Con maggior quantità di idrogeno come gas serra in atmosfera si possono quindi ottenere due fattori che, insieme, diventano molto interessanti: un clima più caldo tale da mantenere acqua liquida e presenza di nitrati, necessari per la vita.