Una simulazione a favore della migrazione di Giove
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In base alla diversa numerosità dei due gruppi di troiani in orbita gioviana, una simulazione azzarda un legame con la zona di formazione del gigante gassoso del Sistema Solare


Fonte “The consequences of planetary migration on the minor bodies of the early Solar System” - Simona Pirani et al. - arXiv


Rappresentazione della missione Lucy. Crediti NASA
Rappresentazione della missione Lucy.
Crediti NASA

Secondo le simulazioni fatte girre alla Università di Lund, 4.5 miliardi di anni fa il pianeta Giove sarebbe stato attore di una migrazione. La sua dimensione era simile a quella della Terra e la sua distanza dal Sole era almeno quattro volte maggiore rispetto a quella attuale. La prova di tutto questo risiederebbe negli asteroidi troiani di Giove, quelli che - posti nei punti lagrangiani L4 e L5 del sistema Giove-Sole - precedono o seguono di 60° il pianeta gassoso nella sua orbita intorno alla stella . Il gruppo di asteroidi che precede il pianeta (L4) si compone di un numero più alto del 50% rispetto al gruppo che segue e questa asimmetria è stata interpretata come chiave di volta per provare la migrazione di Giove verso l'orbita attuale.

I punti lagrangiani L4 e L5 del Sistema Sole-Giove
I punti lagrangiani L4 e L5 del Sistema Sole-Giove

Se Giove si fosse formato in una posizione quattro volte più distante rispetto alla attuale, il viaggio di avvicinamento potrebbe aver attirato un numero maggiore di asteroidi nella posizione che precede piuttosto che in quella che segue. La simulazione vede una migrazione durata 700 mila anni, in un periodo di 2 o 3 milioni di anni dalla formazione del pianeta e lungo un pattern a spirale sempre più stretta. La motivazione della caduta verso l'interno starebbe nella forza gravitazionale esercitata dai gas del Sistema Solare . I troiani dovrebbero essersi uniti a Giove quando ancora non era presente il rivestimento atmosferico che vediamo oggi, e se questo fosse vero allora gli asteroidi troiani sarebbero corpi del tutto simili al nucleo di Giove. 

Il 2021 vedrà il lancio di Lucy, missione NASA dedicata allo studio dei troiani di Giove. In realtà il nucleo di Giove è visto oggi, alla luce dei risultati di Juno, come un corpo viscoso ma non solido e stiamo comunque sempre parlando di simulazioni mirate a riportare il Sistema Solare a quanto vediamo oggi in giro nei sistemi planetari osservati intorno ad altre stelle, quindi si tratta di supposizioni tutte da verificare.