Un nuovo anello e possibili asteroidi compagni di Venere
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La polvere nel Sistema Solare può spiegare tante cose: il pianeta Mercurio percorre la propria orbita su una autostrada di polvere finora sconosciuta. Venere potrebbe avere asteroidi in condivisione


Fonte Petr Pokorný et al, Co-orbital Asteroids as the Source of Venus's Zodiacal Dust Ring, The Astrophysical Journal (2019)


Polvere e Sistema Solare, rappresentazione
Polvere e Sistema Solare, rappresentazione

Esattamente come negli angoli delle case, la polvere tende ad accumularsi anche nello spazio ma quando lo fa nel Sistema Solare assume spesso la forma di anelli. Diversi sono gli anelli di polvere che circondano il Sole poiché gli anelli tracciano le orbite dei pianeti nel giro intorno alla stella e nel lento movimento di allontanamento dal centro stesso.

La polvere rappresenta i resti della formazione del Sistema Solare, avvenuta circa 4.6 miliardi di anni fa, così come deriva da collisioni di asteroidi o comete. E' dispersa in tutto il Sistema Solare ma si accumula, come detto, principalmente in anelli che possono essere osservati anche da telescopi terrestri. Proprio lo studio di questa polvere consente di risalire a fattori chiave sulla nascita dei pianeti e la composizione del primo Sistema Solare.

Nuove scoperte sono inserite in due recenti studi e riguardano un anello di polvere all'altezza dell'orbita di Mercurio e la probabile sorgente dell'anello di polvere all'altezza di Venere, data forse da un gruppo di asteroidi mai osservati prima e che condividono l'orbita con Venere stesso. 

Un anello come autostrada per Mercurio

Il primo studio evidenzia, quindi, un nuovo anello di polvere intorno al Sole, evidenziato da un alone di polvere cosmica oltre l'orbita di Mercurio, un anello ampio 9.3 milioni di miglia. Mercurio stesso si muove all'interno di questo anello durante il proprio viaggio intorno al Sole. E' un paradosso, ma l'anello è stato scoperto durante il tentativo di osservare una zona totalmente libera di polvere nei pressi del Sole, a testimonianza di qualcosa di totalmente inatteso. Secondo le previsioni, il calore della stella dovrebbe provocare una vaporizzazione della polvere e proprio per questo si ricercava la zona sgombra da questi grani. Nessuna traccia di questa zona, anche per la difficoltà di osservarla da Terra, ma un disco intero evidenziato dalle immagini delle sonde STEREO della NASA. Le immagini hanno mostrato la luce del Sole rischiarare la corona e una luce riflessa dalla polvere nello spazio. La luce riflessa è cento volte più luminosa della luce coronale ed eliminarla dalle immagini avrebbe fornito la possibilità di osservare in modo libero la sola luce proveniente dalla corona. Se nessuna altra forma di riflessione fosse presente, vorrebbe dire - ad esempio - che realmente esiste una zona totalmente sgombra di polvere ma è proprio questo che ha consentito, invece, di scoprire l'anello di polvere sul quale si muove Mercurio. Qualcosa di totalmente inatteso, mentre per la zona sgombra di polvere si dovrà attendere l'esito del Parker Solar Probe.

Gli asteroidi venusiani

Venticinque anni fa gli scienziati scoprirono come la Terra si muova intorno al Sole in un anello gigante di polvere e anelli simili sono stati osservati anche nell'orbita di Venere tramite i dati delle sonde STEREO, prima nel 2007 e poi, per conferma, nel 2013. L'anello terrestre proviene essenzialmente dalla fascia principale degli asteroidi, zona in cui le collisioni tra corpi rocciosi sono all'ordine del giorno. Alla stessa origine è sempre stato fatto risalire anche l'anello nel quale si muove Venere ma le simulazioni concordano solo sullo spiraleggiamento che porta polvere in orbita terrestre: per Venere il discorso non sembra valere e questo ha spinto verso altre strade. Le simulazioni fatte girare sembrano avallare l'ipotesi della presenza di asteroidi, finora mai osservati, a condividere l'orbita del pianeta. Asteroidi che, se presenti, potrebbero anche essere in possesso della chiave per decifrare l'intero Sistema Solare.

 

 

 

L'anello che indica l'orbita a Venere è composto di grani più grandi in dimensioni, è ovviamente più ampio di quello di Mercurio ed è il 10% più denso rispetto allo spazio circostante. Le simulazioni hanno tentato di riprodurre in tutti i modi conosciuti ciò che si osserva oggi ma nessuna fascia nota o collisione ha riprodotto l'anello orbitale di Venere. Quando si è pensato a asteroidi molto più vicini a Venere le cose sono cambiate: potrebbero esistere degli asteroidi che co-orbitano con il pianeta e questo sembra portare a un match perfetto con le osservazioni. Se questi corpi fossero presenti nella parte verso il Sole sarebbero anche inosservabili da Terra e questo spiegherebbe come mai, a oggi, non siano mai stati visti.

Ma come sarebbero arrivati questi asteroidi in questa zona? Sarebbe più semplice pensare che siano nati proprio dove li vediamo ora e le simulazioni hanno anche detto che di 10 mila asteroidi inseriti fin dall'inizio del Sistema Solare ben 8 mila potrebbero essere rimasti a oggi, ma c'è tanto da studiare ancora per poter avallare realmente questa ipotesi.