Geological Orreory per lo studio delle variazione storiche nel Sistema Solare
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Un approccio basato sull'analisi delle rocce terrestri al fine di risalire alla storia gravitazionale del Sistema Solare, dai moti mutevoli dei corpi alle variazioni climatiche terrestri


Fonte More information: Paul E. Olsen el al., "Mapping solar system chaos with the Geological Orrery," PNAS (2019)


L'autore dello studio
L'autore dello studio

Si ritiene generalmente che le variazioni climatiche terrestri siano guidate da cambiamenti ciclici nella distribuzione della luce solare sulla superficie del nostro pianeta , a sua volta legati a cambiamenti ciclici nella rotazione o nell'inclinazione del nostro asse, all'ellitticità dell'orbita e all'orientamento della Terra verso il Sole legato anche ai giochi gravitazionali indotti dagli altri pianeti del Sistema Solare .  Si tratta di parametri mutevoli nel tempo e legati in modo reciproco al moto (e alla variabilità dello stesso) di tutti i corpi celeste del Sistema Solare il che rende impossibile ricondurre ogni previsione o ogni analisi storica a tempi molto distanti da oggi, con un limite fissato intorno ai 60 milioni di anni.
I percorsi dei pianeti, infatti, variano nel tempo e possono andare a variare la lunghezza di questi cicli il che rappresenta una sfida per gli scienziati relativamente allo studio dei cicli più antichi: piccole variazioni nel moto di uno dei pianeti può andare a inficiare le caratteristiche degli altri in modo molto lieve, inizialmente, per poi determinare un effetto più evidente all'instaurarsi di risonanze. Ad oggi, pur applicando i modelli più avanzati, gli scienziati possono calcolare i moti relativi dei pianeti e gli effetti sul nostro clima fino a circa 60 milioni di anni fa, davvero pochissimo rispetto ai 4.5 miliardi di anni del Sistema Solare.
Un nuovo studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences sposta questo limite a 200 milioni di anni fa grazie al confronto dei cambiamenti ottenuto da carotaggio operato in Arizona e New Jersey un anno fa, confronto che ha consentito di rivelare un ciclo di 405 mila anni nell'orbita terrestre che apparentemente non ha subito variazioni negli ultimi duecento milioni di anni. Sempre dagli stessi dati è risultato ora un ciclo iniziato negli ultimi 1.75 milioni di anni e che consente di estrapolare cambiamenti a lungo termine nel percorso di Giove e dei pianeti interni fino a Marte, i pianeti che influenzano maggiormente la nostra orbita e quindi il nostro clima.

Il team chiama questo processo "Geological Orreory" (geologia planetaria), una registrazione dei cambiamenti climatici sulla Terra che possono essere ottenuti da mappe dei moti del Sistema Solare in centinaia di milioni di anni. Uno studio del genere non si limita allo studio del clima terrestre ma abbraccia l'intero Sistema Solare, con la possibilità di scoprire anche la presenza di pianeti ormai non più esistenti e le possibili interazioni con la materia oscura . Giusto per esagerare un po'...