La fusione galattica secondo Spitzer
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Tre immagini in infrarosso ottenute dal grande telescopio della NASA per studiare i dettagli delle fusioni galattiche e, magari, del feedback sulla formazione stellare


Fonte NASA


Esempio di fusione galattica. Crediti Spitzer
Esempio di fusione galattica. Crediti Spitzer/IRAC

Tre immagini ottenute da Spitzer Space Telescope mostrano coppie di galassie in fase di consolidamento: sebbene appaiano ancora separate il loro futuro è quello di formare un unico oggetto che alla fine vedrà spegnere ogni forma di formazione stellare.

Nel vicino universo soltanto una piccola percentuale di galassie è in fase di fusione ma i merger erano molto comuni tra 6 e 10 miliardi di anni fa, una epoca che ha profondamente forgiato il monderno universo. Per più di 10 anni gli scienziati di GOALS (Great Observatories All-sky LIRG Survey) hanno utilizzato le galassie vicine per studiare i dettagli delle fusioni, focalizzandosi su duecento oggetti in particolare in vari stadi del processo. 

I colori diversi corrispondono a diverse lunghezze d'onda di infrarosso : il blu corrisponde a 3.6 micron, il verde a 4.5 (tipici delle stelle), il rosso a 8.0 (tipico della polvere).

Il processo di formazione stellare vede dapprima un rialzo dovuto all'unione dei gas e alla formazione di una zona densa al centro della galassia nascente ma poi l'attività del buco nero crea un feedback negativo in grado di arrestare qualsiasi tipo di nascita stellare, sebbene i dettagli di questo feedback siano tutti da vedere.

Galassie NGC 6786 e UGC 11415 (sinistra), note come VII Zw 96. Crediti Spitzer
Galassie NGC 6786 e UGC 11415 (sinistra), note come VII Zw 96. Crediti Spitzer
Arp 302 (anche nota come VV 340). Crediti IRAC/Spitzer
Arp 302 (anche nota come VV 340). Crediti IRAC/Spitzer