Le prime reazioni organiche riprodotte nei laboratori del JPL
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Le condizioni presenti nell'oceano primordiale terrestre ricreate in laboratorio mostrano come semplici reazioni potrebbero aver innescato il processo giusto per portare alla vita come la conosciamo


Fonte Laura M. Barge et al. Redox and pH gradients drive amino acid synthesis in iron oxyhydroxide mineral systems, Proceedings of the National Academy of Sciences (2019)


Timelapse del risultato raggiunto al JPL. Crediti NASA
Timelapse del risultato raggiunto al JPL.
Crediti NASA

Le prime forme di vita oceanica, datate 4 miliardi di anni fa, potrebbero aver trovato una riproduzione nei laboratori del Jet Propulsion Laboratory della NASA. Sotto la guida dell'astrobiologa Laurie Barge, un team di scienziati sta infatti lavorando per poter riconoscere forme di vita su altri pianeti studiando proprio l'origine della vita terrestre, focalizzandosi sull'origine dei blocchi di base nei pressi dei black smockers posti si fondali oceanici.
Per ricreare le condizioni in laboratorio il team ha prodotto delle miniature riempiendo delle fiale con un mix in grado di simulare l'oceano terrestre primordiale, una nursery per aminoacidi, composti organici essenziali per la vita come la conosciamo e in grado di dar vita a strutture più complesse come le proteine. 

I black smokers tipici delle fratture del fondale oceanico sono luoghi in cui il calore proveniente dalla Terra interagisce con il freddo fondale creando un ambiente di flusso costante, necessario per evoluzione e cambiamento. Un ambiente scuro che alimenta l'energia chimica dalla Terra e che potrebbe essere la chiave per la formazione della vita anche su altri mondi distanti dal Sole.
Gli ingredienti utilizzati sono comunemente trovati nell'oceano primordiale: gli scienziati hanno combinato acqua, minerali e i precursori dell'ammoniaca necessaria all'avvio degli aminoacidi. La soluzione è stata poi scaldata a 70°C ed è stato aggiustato il PH a simulare un ambiente alcalino. E' stato rimosso l'ossigeno, allora quasi assente negli oceani, aggiungendo invece l'idrossido di ferro, la "ruggine verde" all'epoca abbondante.

Proprio questa ruggine ha reagito con le piccole quantità di ossigeno iniettate lentamente nella soluzione, producendo l'aminoacido alanina e un acido particolare. Proprio questi idrossiacidi (acidi carbossilici nella cui molecola è presente il gruppo funzionale idrossilico -OH) alfa sono sottoprodotti delle reazioni degli aminoacidi, ma alcuni scienziati teorizzano anche che potrebbero combinarsi a formare molecole organiche più complesse che potrebbero, a loro volta, portare alla vita.
In condizioni geologiche simili a quelle della Terra primordiale e a quelle di altri pianeti, è possibile quindi formare aminoacidi e idrossiacidi da semplici reazioni. 
Si tratta di un risultato giunto al culmine di nove anni di ricerca sull'origine della vita che hanno cercato dapprima di comprendere le abbondanze degli ingredienti e poi la quantità di energia espressa dai black smockers. Questo lavoro mostra per la prima volta come, da un ambiente molto simile a quello del nostro pianeta primordiale, sia possibile ottenere reazioni organiche. 
Uno studio che sicuramente sarà di aiuto anche per la ricerca della vita su Europa e Encelado, ad esempio, sotto il cui ghiaccio appare una fiorente attività idrotermale.