LOFAR tra una survey galattica e uno sguardo al Sole
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Primi venticinque articoli basati su una piccola percentuale dei dati ottenuti dalle antenne a bassa frequenza. Tante galassie in più ma anche una occhiata al Sistema Solare.


Fonte Astronomy & Astrophysics


Ammasso galattico Abel 1314. Crediti Lofar Survey
Ammasso galattico Abel 1314. Crediti Lofar SurveyDidascalia

Il radiotelescopio a bassa frequenza LOFAR (LOw Frequency ARray), impegnato in una importante survey del cielo, ha consentito il rilascio del primo set di dati (l'equivalente di dieci milioni di DVD) raggruppati in venticinque articoli dai quali emergono centinaia di migliaia di galassie finora sconosciute o misteriose, tutte o quasi appartenenti all'universo distante. Un campione numerosissimo che consentirà sicuramente di tracciare ancor meglio l'evoluzione delle galassie. 

Le antenne di LOFAR sono ben 25 mila, poste in 51 stazioni in sette diversi stati, e finora hanno scandagliato un quarto del cielo settentrionale.

Sono stati evidenziati getti di materia da tutte le galassie più massive, a testimonianza di pasti dei buchi neri che non terminano mai, ma è stato possibile studiare anche le interazioni tra ammassi di galassie scoprendo come le stesse emissioni, ma molto più deboli, provengono anche da ammassi che non sembrano aver sperimentato interazioni gravitazionali.

Sempre dai dati di LOFAR è stato possibile indagare con maggior profondità circa la natura delle tempeste solari, scoprendo come proprio le tempeste solari possano accelerare simultaneamente particelle poste in diverse locazioni. I dati riguardano in particolare una tempesta risalente al 10 settembre 2017, appena dopo l'accensione dell'antenna LOFAR in Irlanda, e consentono di capire al meglio come le tempeste solari possano determinare una ampia accelerazione di particelle fino a velocità prossime a quelle della luce, con impatto evidente sullo space weather . Si tratta di previsioni importanti poiché oltre a generare aurore polari bellissime, anche a basse latitudini (Cuba e Italia nell'Evento di Carrington del 1859), determinano guasti ai trasformatori e problemi ai satelliti di comunicazione. Nel 2015 il traffico aereo svedese è stato paralizzato per più di un'ora proprio in concomitanza con un evento simile, con più di 50 satelliti in panne.

I dati di LOFAR sono stati coadiuvati dalle immagini di Hubble Space Telescope e dei telescopi solari al fine di comprendere anche "dove" queste particelle possano venire accelerate (Diana E. Morosan et al. - "Multiple regions of shock-accelerated particles during a solar coronal mass ejection" - Nature Astronomy).