Storia dei pianeti di Kepler-107
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Due pianeti che sembrano uguali ma la cui massa è decisamente diversa. Una probabile fusione dovrebbe aver ingigantito la massa del pianeta più denso.


Fonte Nature Astronomy - “A giant impact as the likely origin of different twins in the Kepler-107 exoplanet system” - Aldo S. Bonomo et al.


Collisione tra superTerre di dieci masse terrestri ciascuna. I colori rappresentano le diverse temperature raggiunte, in crescendo dal grigio al rosso. Crediti Zoë M. Leinhardt and Thomas Denman, University of Bristol
Collisione tra superTerre di dieci masse terrestri ciascuna. I colori rappresentano le diverse temperature raggiunte, in crescendo dal grigio al rosso. Crediti Zoë M. Leinhardt and Thomas Denman, University of Bristol

Intorno alla stella Kepler-107, i pianeti battezzati "b" e "c" sono due SuperTerre il cui raggio è circa una 1.5 raggi terrestri ma la cui densità - e quindi la composizione chimica - è estremamente diversa. Le masse risultano pari a 3 e 9 masse terrestri rispettivamente con distanze dalla stella pari a 6.7 e 9 milioni di chilometri. 

Il pianeta più massivo dovrebbe presentare un nucleo con quantità di ferro doppia rispetto a quanto presente nel pianeta gemello, il che può essere motivato ipotizzando un impatto per il corpo celeste più grande, con il risultato ultimo che il nucleo sia il risultato della fusione di due nuclei inizialmente in "media" con il pianeta b. Oltre ad arricchire il ferro, l'impatto avrebbe disciolto parte del mantello roccioso di silicati, diminuendone la presenza percentuale. 

Nel sistema sono presenti altri due pianeti, chiamati "d" e "e", più piccoli. Le orbite di tutti e quattro i pianeti sono interne a quella di Mercurio per il Sistema Solare , con periodi orbitali di 3.2, 4.9, 8.0 e 14.7 giorni.