Ancora quasar per la costante cosmologica
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Lo studio della radiazione ottica e in raggi X dei quasar fornisce la possibilità di studiare l'espansione dell'universo risalendo fino a un miliardo di anni dopo il Big Bang


Fonte G. Risaliti et al. Cosmological constraints from the Hubble diagram of quasars at high redshifts, Nature Astronomy (2019)


Rappresentazione artistica di quasar. Crediti Risaliti et al.
Rappresentazione artistica di quasar. Crediti Risaliti et al.

La costante cosmologica e il tasso di espansione dell'universo sono tra i problemi da risolvere per la cosmologia moderna e dopo l'utilizzo della radiazione dei quasar amplificata da fenomeni di lente gravitazionale un altro lavoro punta sull'analisi della stessa radiazione, nello spettro ottico e in quello a raggi X .

Attraverso questa analisi è possibile infatti risalire fino a una età in cui l'universo aveva appena un miliardo di anni, quindi spostando l'ago decisamente più indietro rispetto ai 9 miliardi di anni raggiungibili tramite le "semplici" candele standard fornite dalle supernovae Ia.

Se da un lato i dati, ottenuti da 300 mila quasar osservati dalla Sloan Digital Sky Survey (SDSS) in ottico e da un numero più ristretto fornito da XMM-Newton in raggi X, approssimano notevolmente quanto stimato con il metodo delle candele standard nell'universo vicino, dall'altro si discosta dal modello standard per la necessità di una densità di energia oscura costante nel tempo.

Ora si tratta di aumentare il campione per poter elaborare un modello solido.