La natura non omogenea del vento stellare
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Osservazioni di Chandra X-ray Observatory su un sistema binario estremamente massivo trovano le prove della natura granulare del vento stellare


Fonte http://dx.doi.org/10.1093/mnras/sty3441


Rappresentazione del sistema binario. Crediti Pradhan et al.
Rappresentazione del sistema binario. Crediti Pradhan et al.

Il vento stellare è fatto di grumi e la prova viene dal passaggio di una stella di neutroni nel vento stellare della compagna gigante, con la coppia di astri a formare il sistema binario in raggi X chiamato OAO 1657-415.
Le osservazioni sono quelle di Chandra X-ray Observatory e forniscono una prova evidente della natura e della composizione dei venti stellari oltre che dell'ambiente nei pressi di una stella di neutroni. 
Il vento stellare è il flusso di protoni, elettroni e atomi di metalli che viene espulso dalle stelle e questo materiale va a arricchire le zone circostanti con metalli, energia cinetica e radiazione ionizzante. Si tratta del materiale all'origine della formazione stellare e contrariamente a quanto si pensava soltanto un decennio fa si tratta di un materiale affatto omogeneo. 

Il sistema binario è molto massiccio ed emette in raggi X: si compone di una stella di neutroni molto densa e di una supergigante rossa. Quando il materiale della gigante va a formare un disco di accrescimento  intorno alla compagna compatta, l'attrito riscalda il materiale stesso il quale inizia a emettere in raggi X. La radiazione X va a interagire con il vento stellare stesso creando una sorgente X secondaria osservabile a varie distanze dalla stella di neutroni. Chandra aiuta a separare queste diverse sorgenti e proprio questo ha consentito di evidenziare una anomalia laddove ci si attendeva un picco a 6.4 keV, tipico degli atomi di ferro neutro molto comuni nelle stelle. Il picco è risultato ampiamente esteso fino a 6.3 keV dovuto allo scattering operato da un materiale denso che circonda la stella. Il ferro neutro è ionizzato a circa 2.5 secondi luce di distanza dalla stella di neutroni, pari a circa 750 milioni di metri. 
La diminuzione nei raggi X osservata unitamente alla linea del ferro neutro sono chiare evidenze di una natura a grumi del vento stellare.
Lo stesso sistema sarà osservato tramite NuSTAR della NASA per indagare alle energie tra 3 e 70 keV, con osservazioni previste a Maggio 2019.