Un buco nero galattico che forse ci guarda dritti negli occhi
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La risoluzione di ALMA unita al VLBI consente di diradare la nebbia che circonda SgrA* scoprendo una forma simmetrica e dal diametro molto ridotto, come se il buco nero inviasse a Terra i propri getti


Fonte S. Issaoun et al. The Size, Shape, and Scattering of Sagittarius A* at 86 GHz: First VLBI with ALMA, The Astrophysical Journal (2019)


Un confronto tra le simulazioni (in alto) e le osservazioni (in basso) prima (a sinistra) e dopo (destra) aver eliminato gli effetti di scattering. Crediti: S. Issaoun, M. Mościbrodzka, Radboud University/ M. D. Johnson, CfA
Un confronto tra le simulazioni (in alto) e le osservazioni (in basso) prima (a sinistra) e dopo (destra) aver eliminato gli effetti di scattering. Crediti: S. Issaoun, M. Mościbrodzka, Radboud University/ M. D. Johnson, CfA

La dimensione del buco nero della nostra galassia , la Via Lattea , sono più ridotte di quanto pensato finora e la conferma arriva dall'aggiunta di ALMA (Atacama Large Millimeter/submilimeter Array) a una rete interferometrica di radiotelescopi la cui somma fornisce l'equivalente di un radiotelescopio unico dal diametro pari a quello terrestre. 

Tra noi e il buco nero centrale, SgrA*, c'è sempre stata una fitta nebbia data dall'effetto di scattering della radiazione presente in zona e questa nebbia è stata ora limitata dalla potenza del Very Long Baseline Interferometry a 86 GHz giungendo fin quasi al buco nero. Il risultato, come accennato, è una zona talmente piccola da lasciar pensare che i getti di SgrA* siano indirizzati proprio verso il Sistema Solare .

La regione di emissione è circa un trantamilionesimo di grado e presenta una forma simmetrica, tutto più approssimabile con un disco di materiale piuttosto che con un getto radio. Dal momento che, tuttavia, la norma vede comunque la presenza di getti radio, allora è pensabile che questi siano indirizzati precisamente o quasi verso di noi.