Viene meno il bisogno di Planet Nine
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Un nuovo modello tiene conto per la prima volta della massa del disco esterno del Sistema Solare e degli effetti gravitazionali degli otto pianeti conosciuti. Bastano i corpi minori a spiegare tutto.


Fonte Antranik A. Sefilian and Jihad R. Touma. 'Shepherding in a self-gravitating disk of trans-Neptunian objects.' Astronomical Journal (2019)


Kuiper Belt, rappresentazione. Crediti ESO
Kuiper Belt, rappresentazione. Crediti ESO

Stando a nuovi modelli, meno spettacolari ma sicuramente più probabili, le "strane" orbite di alcuni Kuiper Belt Objects (KBOs) che da qualche anno vengono ricondotte alla presenza di un fantomatico pianeta , Planet Nine, posto ai bordo del Sistema Solare esterno potrebbero invece essere spiegate con la combinazione degli effetti gravitazionali di tanti oggetti più piccoli. In tali circostanze il disco che circonda il Sistema Solare sarebbe pieno di piccoli corpi ghiacciati la cui massa arriva a circa dieci masse terrestri. Combinando l'influenza gravitazionale di questa massa con le masse dei pianeti giganti del Sistema Solare si arriva a spiegare perfettamente le anomalie orbitali riscontrate. 

Non è la prima volta che un modello ipotizza la forza del disco di oggetti minori, ma è invece la prima volta che Planet Nine viene scalzato da un modello che tiene conto anche dell'influenza degli otto pianeti solari. In questo modo le orbite particolarmente ellittiche di una trentina di Trans-Nettutian Objects (TNOs) non richiedono la necessità di un nono pianeta. 

Finora la stima della massa totale degli oggetti minori oltre Nettuno aveva portato al massimo a un decimo della massa terrestre mentre per il nuovo modello è necessario arrivare a dieci, ma è anche vero che effettuare queste stime dall'interno è decisamente complesso mentre non è affatto raro vedere dischi di corpi minori molto massivi in altri sistemi planetari. 

 

 

Non significa che non esista un altro pianeta, ma si tratta comunque di una soluzione un po' più logica.