Un buco nero che ruota al massimo
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Scoperto un buco nero stellare nella Via Lattea la cui velocità di rotazione si avvicina notevolmente al limite massimo teorico. Misurazioni grazie alla relatività generale.


Fonte Mayukh Pahari et al. AstroSat and Chandra View of the High Soft State of 4U 1630–47 (4U 1630–472): Evidence of the Disk Wind and a Rapidly Spinning Black Hole, The Astrophysical Journal (2018).


La zona intorno al buco nero ripresa da Chandra X-Ray Telescope. Crediti NASA/Chandra
La zona intorno al buco nero ripresa da Chandra X-Ray Telescope. Crediti NASA/Chandra

Un progetto guidato dalla University of Saouthampton ha rivelato un buco nero la cui rotazione è prossima al limite massimo consentito: le osservazioni ottenute hanno infatti consentito di rinvenire un buco nero di massa stellare, galattico, noto come 4U 1630-472. La caratteristica principale è data dalla rotazione, che raggiunge il 92-95% della velocità massima raggiungibile, durante la fase di alimentazione. Il forte stress gravitazionale e l'elevatissima temperatura porta a una luminosità in banda X captata da Chandra X-ray Observatory.  

Secondo la Relatività Generale un buco nero in rotazione distorce lo spazio e il tempo in modo diverso rispetto a quanto fatto da un buco nero non rotante e queste modifiche influenzano anche la forma della radiazione proveniente dalle zone adiacenti al buco nero. Se la forma può essere quindi osservata nelle sue variazioni, allora è possibile utilizzare la Relatività Generale per misurare la rotazione del buco nero. Le osservazioni sono stete in grado di fornire uno spettro direttamente dalla radiazione della materia in caduta nel buco nero, ottimo per ottenere le misure della distorsione indotta dal buco nero rotante.