Origine di un GRB e interazione con la fotosfera
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Per la prima volta osservato un guscio di materiale in espansione dovuto all'interazione tra un getto e la fotosfera stellare durante una ipernova


Fonte Nature (2019) “Signatures of a jet cocoon in early spectra of a supernova associated with a γ-ray burst” di Luca Izzo et al.


Uno dei Gamma Ray Burst (GRB ) più vicini è associato alla supernova SN 2017iuk e per la prima volta è stato possibile osservare l'interazione tra il getto originario del GRB stesso, osservato in raggi X e raggi gamma , e gli strati più esterni della stella progenitrice, una interazione che altera la struttura del getto generando una sorta di bozzolo in espansione a 100 mila chilometri al secondo. Il lampo è stato captato da Swift della NASA il 5 dicembre 2017 (GRB 171205A) ed è stato fatto risalire a una galassia  distante 500 milioni di anni luce da noi, il quarto in ordine di vicinanza. 

I GRB lunghi sono fatti risalire alle ipernovae di tipo Ic, caratterizzate da ejecta privi di idrogeno ma ricchi di calcio, silicio e ferro, espulsi a velocità tra 20 e 30 mila chilometri al secondo. I getti si formano al momento del collasso e riescono a partire dagli strati interni della stella fino a perforarla uscendo verso l'esteno: l'interazione tra i getti e gli strati esterni forma il bozzolo del quale si parlava. Il getto cede parte della propria energia al bozzolo e soltanto se riesce a perforare totalmente la fotosfera stellare va a produrre l'emissione gamma tipica dei GRB.

Il bozzolo è scomparso in un paio di giorni, lasciando spazio all'emissione tipica di una ipernova.  

Rappresentazione del bozzolo che si forma all'uscita del getto dalla fotosfera stellare. Crediti Izzo et al.
Rappresentazione del bozzolo che si forma all'uscita del getto dalla
fotosfera stellare. Crediti Izzo et al.