La vita di un flare solare simulata alla perfezione
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Un nuovo modello è riuscito a generare un flare solare simulato, partendo da diecimila chilometri sotto il Sole giungendo fino alla esplosione nella corona.


Fonte M. C. M. Cheung et al. A comprehensive three-dimensional radiative magnetohydrodynamic simulation of a solar flare, Nature Astronomy (2018)


Il risultato del flare simulato. Crediti M.C.M. Cheung et al.
Il risultato del flare simulato. Crediti M.C.M. Cheung et al.

Per la prima volta è stato possibile realizzare un modello computerizzato in grado di simulare l'intera vita di un flare solare, da migliaia di chilometri al di sotto della superficie fino all'emersione e all'esplosivo rilascio di energia in un flash brillante. 
Un passo fondamentale per la modellizzazione del Sole e delle sue manifestazioni, comprese le macchie solari che spesso producono flare e espulsioni di massa coronale (CME - Coronal Mass Ejection). Tutti eventi che influenzano la Terra e le comunicazioni satellitari. Il modello riesce a essere realistico anche nelle righe di emissione prodotte durante un flare. 

Si tratta di un lavoro che consente di spiegare al meglio il motivo per il quale i flare sono come li vediamo su tutto lo spettro visibile, in ultravioletto e anche a raggi X
Il modello, per riuscire, è stato basato su una visione complessiva di molteplici regioni solari, partendo dalla regione più alta della zona convettiva, posta circa 10 mila chilometri sotto la superficie solare, e arrivando fino a 40 mila chilometri nell'atmosfera della stella , nella corona solare. Le differenze nella densità del gas, la pressione e oni altra caratteristica nota è stata rappresentata. 

Un sofisticato sistema di equazioni ha consentito di pesare il contributo di ogni singola regione nell'evoluzione del flare. 
Lo scenario messo in piedi è iniziato simulando le condizioni solari di Marzo 2014, senza riprodurre esattamente le macchie osservate ma approssimando gli ingredienti solari presenti a quel tempo. 

Il modello è stato fatto girare in piena autonomia e sempre autonomamente è stato in gradi di catturare l'intero processo di formazione e esplosione nella corona. Ora si passa alla verifica con le condizioni attuali del Sole, al fine di calcolare quanto il modello possa aiutare nella previsione di space weather.