Strutture atmosferiche giganti su Venere
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I dati della sonda giapponese Akatsuki evidenziano gigantesche strutture mai viste prima, strutture per le quali è arrivata anche una spiegazione


Fonte Hiroki Kashimura et al. Planetary-scale streak structure reproduced in high-resolution simulations of the Venus atmosphere with a low-stability layer, Nature Communications (2018)


Tra le nubi di Venere spuntano gigantesche strutture nelle immagini ottenute dalla sonda giapponese Akatsuki, strutture che gli stessi giapponesi sono riusciti a spiegare tramite simulazioni climatiche a larga scala. 

Il cielo di Venere è denso di nubi di acido solforico posto tra 45 e 70 chilometri di altezza il che rende la superficie inosservabile da telescopi e orbiter. La sonda Akatsuki orbita Venere da Dicembre 2015 e uno dei suoi strumenti è una camera a infrarossi "IR2", in grado di catturare morfologie molto dettagliate delle nubi basse, ma per un ambiente così difficile i sistemi di simulazioni numeriche sono fondamentali ai fini di fornire previsioni e aspettative, anche se poi è difficile andarne a verificare la bontà. 

Il pattern gigante visto dalla sonda (sinistra) e riprodotto dalla simulazione (destra). Crediti JAXA
Il pattern gigante visto dalla sonda (sinistra) e riprodotto dalla simulazione (destra). Crediti JAXA

Uno studio è riuscito a confrontare i dati di IR2 sulle nubi più basse con le simulazioni del programma di simulazione AFES-Venus. L'immagine, nel riquadro di sinistra, mostra quanto ripreso dalla sonda giapponese con delle strutture giganti che attraversano gli emisferi. Una scala mai osservata prima né su Venere né sulla Terra e che potrebbe essere un fenomeno decisamente unico. Lo stesso pattern è stato ricostruito tramite il sistema di simulazioni numeriche AFES-Venus (lato destro dell'immagine) giungendo a un risultato del tutto simile. 

Riprodotto il risultato, il team è stato in grado di fornirne l'origine: un fenomeno strettamente connesso anche al clima giornaliero terrestre, un fenomeno chiamato polar jet stream. A medie e alte latitudini terrestri, una dinamica di venti a larga scala forma cicloni extratropicali, sistemi di alta pressione e polar jet streams. Il risultato delle simulazioni ha evidenziato lo stesso meccanismo a lavoro anche negli strati più bassi di Venere, suggerendo una formazione degli stream a alte latitudini. A più basse latitudini, una onda atmosferica dovuta alla distribuzione dei flussi su larga scalae alla rotazione del pianeta (onda di Rossby) genera vortici molto ampi lungo l'equatore fino a latitudini pari a 60°. Quando i jet stream si aggiungono a questo fenomeno, i vortici si inclinano e si stringono e la convergenza delle zone tra nord e sud crea la struttura osservata. 
Una struttura che deriva quindi dall'interazione tra onde, instabilità e jet streams.