Nella Nebulosa di Orione qualcuno rema contro la formazione stellare
loading

Si manifesta agli occhi di SOFIA un feedback negativo generato dalla stella Theta1 Orionis C. Nei suoi paraggi le nuove stelle sono inibite


Fonte C. Pabst et al, Disruption of the Orion molecular core 1 by wind from the massive star ?1 Orionis C, Nature (2019)


Radiazione nella Grande Nebulosa di Orione
Radiazione nella Grande Nebulosa di Orione

Il vento stellare proveniente da una stella neonata nella Grande Nebulosa di Orione sta inibendo la formazione di ulteriori stelle in zona, secondo uno studio basato sui dati dello Stratospheric Observatory for Infrared Astronomy (SOFIA). 

Si è sempre pensato che un feedback negativo alla formazione stellare potesse venire da eventi come esplosioni di stelle ma ora SOFIA rivela come anche una stella appena nata possa andare a bloccare la formazione stellare soffiando via il materiale necessario. 
La Nebulosa di Orione è uno degli oggetti più osservati e fotografati da tutti gli appassionati di astronomia ma rappresenta anche un enorme laboratorio in grado di mostrare, in infrarosso , tutto il processo stellare e tutte le sue fasi. 

Al centro della nebulosa vi è un piccolo gruppo di giovani stelle molto massive e luminose e SOFIA ha rivelato per la prima volta come il potente vento stellare proveniente dalla più brillante di queste stelle, Theta1 Orionis C, stia scavando un enorme guscio di materiale con conseguente perdita di gas e polvere disponibili per la creazione di nuove stelle. La storia è raccontata in particolare dal carbonio ionizzato, osservabile dall'orbita raggiunta da SOFIA, oltre il 99 del vapore acqueo terrestre. 

Il carbonio ionizzato consente di misurare la velocità del gas in tutte le posizioni della nebulosa e studiarne le interazioni tra stelle massive e nubi originarie. Il segnale è così forte da rivelare dettagli finissimi.
Il feedback è però un processo molto complesso e anche se nelle zone adiacenti il materiale viene spazzato via, lo stesso materiale va a addensarsi ai bordi del guscio scavato aumentando la probabilità di formare nuove stelle.