Una nuova tecnica per rivelare le fusioni galattiche
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Presentato a Seattle un nuovo algoritmo in grado di fornire una enorme varietà di scenari di fusione galattica. Sui dati della SDSS la tecnica ha funzionato in modo egregio


Fonte University of Colorado - 233° Meeting of the American Astronomical Society - Seattle (2019)


Esempio di fusione galattica. Crediti SDSS
Esempio di fusione galattica. Crediti SDSS

Non sempre è facile individuare fusioni galattiche o galassie risultanti da processi di merging e proprio per questo alla University of Colorado hanno deciso di scandagliare tutti i dati della Sloan Digital Sky Survey (SDSS) al fine di ricercare tutti i possibili segni di una fusione in corso o passata. 

Il lavoro è importante anche perché consentirebbe di andare a ricercare questi "segnali" all'interno della Via Lattea , e non solo, e ripercorrerne la storia, fornendo un contributo molto forte allo studio della formazione delle galassie a spirale giganti. 
I "segnali" dei quali si parlava possono andare dalla forma di una galassia fino al moto delle stelle che la compongono, ma non solo.  Il lavoro, presentato l'8 gennaio 2019 al 233° Meeting of the American Astronomical Society a Seattle, vuol quindi costruire il più grande campione mai realizzato di galassie in fusione basandosi su una nuova tecnica di simulazione in grado di mostrare una enorme varietà di scenari sotto i quali una fusione può presentarsi. 

Un simile risultato consente di seguire miliardi di anni di evoluzione in modo diretto, contrariamente a quanto possa fornire la visione di una singola immagine che esprime soltanto la situazione freezata al momento. L'algoritmo è stato quindi utilizzato sui dati della SDSS, con ottimi risultati: nell'80% dei casi il processo ha individuato correttamente lo stato di fusione, a qualsiasi stadio.