Super-Terre leggere per una ipotizzata nuova classe di esopianeti
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Le condizioni della parte interna del disco protoplanetario portano a ipotizzare dei mondi composti essenzialmente di calcio e alluminio e privi di ferro. Una composizione molto diversa dalle Super-Te


Fonte “A new class of Super-Earths formed from high-temperature condensates: HD219134 b, 55 Cnc e, WASP-47 e” di C. Dorn et al. - Monthly Notices of the Royal Astronomical Society (2018)


Ambiente intorno a una stella
Ambiente intorno a una stella

Una nuova classe di esopianeti potrebbe affacciarsi alla ribalta, secondo un nuovo studio pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society (MNRAS), una classe che potrebbe contare già su tre elementi come HD 219134b, 55 Cnc e WASP-47e

Il disco dal quale nascono i pianeti è logicamente più caldo nelle zone interne piuttosto che in quelle esterne e molti degli elementi che fanno parte di questa regione sono in forma gassosa, con nature molto diverse dalla composizione che siamo soliti immaginare. 
Se un pianeta si formasse in queste zone la sua natura chimica sarebbe dominata - stando allo studio - da calcio e alluminio unitamente a magnesio e silicio. Di contro si registrerebbe una assenza di ferro e una conseguente assenza di campo magnetico . Pianeti del genere sarebbero quindi totalmente differenti da qelli che finora abbiamo chiamato Super-Terre anche se le dimensioni e la massa potrebbero essere paragonabili, tanto differenti da meritare una nuova classe planetaria (sempre che esistano realmente).

La densità di questi "condensati ad alta temperatura" sarebbe inferiore del 10-20% a quella terrestre e così il team di scienziati si è dedicato alla ricerca di questi esopianeti a minor densità. Non si tratta di un compito facile visto che il diametro planetario osservato potrebbe essere generato in misura variabile dall'atmosfera , e uno spesso involucro di atmosfera riuscirebbe a simulare una dimensione maggiore durante il transito sulla stella pur determinando una densità più bassa rispetto a un pianeta del tutto roccioso. I pianeti 55 Cnc e WASP-47e, tuttavia, sono molto vicini alla propria stella e hanno una temperatura superficiale altissima, tanto alta da non consentire il mantenimento di un involucro atmosferico così consistente. La bassa densità potrebbe quindi essere spiegata proprio dalla composizione chimica tipica della nuova pseudo-classe di pianeti. 

HD 219134b, invece, è un caso più complesso: si trova a 21 anni luce di distanza da noi, in Cassiopea, ha una massa pari a cinque masse solari e compie una orbita in tre giorni appena. La sua temperatura è decisamente meno estrema quindi la bassa densità potrebbe essere spiegata con elementi atmosferici oppure con oceani profondi. Deducendo le proprietà di un secondo esopianeta del sistema, tuttavia, gli scienziati sembrano scartare queste ipotesi più "volatili" spingendo verso una composizione differente e più light.

Pianeti di questo tipo, costituiti da ossidi di alluminio, sarebbero simili a zaffiri il che farebbe cambiare anche l'idea finora avuta su 55 Cnc: si è sempre pensato a una natura basata essenzialmente sul carbonio tanto da definirlo "diamante nel cielo", mentre adesso si ritiene più probabile uno "zaffiro". 
A parte il nome, si dimostra ancora una volta come le cose siano ancora tutte da dimostrare e anche questo studio si basa su molti aspetti speculativi. Diamanti, zaffiri e tutti gli altri nomi servono soltanto a fare titoli accattivanti.