Una nuova stella in crescita da record
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La stella Gaia 17bpi mostra un tasso di accrescimento da record, con variazioni che l'hanno portata a brillare sotto gli occhi di Gaia e Spitzer. Una FU Orionis che può raccontare molto.


Fonte Lynne A. Hillenbrand et al. Gaia 17bpi: An FU Ori Type Outburst.


Gaia 17bpi ripresa da Spitzer Space Telescope. Credit: NASA/JPL-Caltech/M. Kuhn (Caltech)
Gaia 17bpi ripresa da Spitzer Space Telescope. Credit: NASA/JPL-Caltech/M. Kuhn (Caltech)

Una giovane stella sottoposta a una poderosa crescita è stata scoperta da un team di astronomi attraverso un outburst captato dal telescopio spaziale Spitzer

La stella si chiama Gaia 17bpi, una variabile di tipo Fu Orionis e quindi caratterizzata da una età di pochi miioni di anni e da una spessa coltre di nubi che la rendono difficile da osservare. La scoperta è infatti avvenuta soltanto in seguito a una fase evolutiva drammatica caratterizzata da materia in caduta sulla stella a un ritmo tale da generare una radiazione potente in ottico e infrarosso .

Si tratta della venticinquesima stella della classe FU Ori a oggi, una delle dodici osservate durante un outburst. Una osservazione simile può essere di grande utilità per scoprire i processi  che alimentano questi rilasci energetici e che fanno acquisire massa alle giovani stelle. 

Gaia 17bpi si trova nella Freccia ed è stata scoperta dalla missione Gaia di ESA, che scandaglia il cielo fornendo precise misurazioni riguardanti posizione e moto delle stelle in luce visibile. La variazione di luminosità è stata quindi tale da innescare un alert alla comunità astronomica. 

La variazione è stata ripresa in maniera indipendente anche dal satellite NEOWISE della NASA e persino un anno e mezzo prima rispetto a Gaia. Spitzer, dal canto suo, è stato testimone dell'inizio della variazione già nel 2014. 

Lo studio mostra come il materiale si muova dal disco verso la stella: i dati infrarossi mostrano come il materiale al centro del disco tenda a scaldarsi prima di cadere verso la stella, fase in cui si scalda ancora di più risultando ancora più brillante, anche in luce visibile.