Campi magnetici insufficienti a spiegare la corona dei buchi neri
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Come per il Sole, le corone di plasma dei buchi neri rappresentano un mistero. Confermata la presenza di sicrotrone ma rivelati valori magnetici troppo deboli.


Fonte Yoshiyuki Inoue et al. Detection of Coronal Magnetic Activity in nearby Active Supermassive Black Holes, The Astrophysical Journal (2018)


Rappresentazione di un buco nero
Rappresentazione di un buco nero

Le osservazioni ottenute tramite le antenne di ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) relativamente ai campi magnetici nei pressi di due buchi neri supermassicci al centro di un AGN mostrano una "potenza" non sufficiente ad alimentare le coronae, le nubi di plasma supercaldo che si osservano intorno ai buchi neri stessi. 

Le corone dei buchi neri supermassicci sono simili alla corona che circonda il Sole e possono essere riscaldate fino a un miliardo di gradi Celsius. A lungo si è ritenuto che, esattamente come per il Sole, le coronae potessero essere riscaldate da energie provenienti da campi magnetici ma nessuno mai aveva misurato questi campi. 

Nel 2014 un team di ricercatori ha previsto come gli elettroni del plasma circostante i buchi neri potessero emettere una radiazione di sincrotrone nella banda radio e proprio in virtù di questa previsione sono iniziate le osservazioni. Oggetti scelti sono stati i buchi neri presenti negli AGN IC 4329A, distante 200 milioni di anni luce, e NGC 985, distante 580 milioni di anni luce. I dati di ALMA sono stati poi confrontati con quelli del BLA e di ATCA, operanti a bande lievemente diverse. E' stato così confermato un eccesso di emissione radio originato dalla radiazione di sincrotrone oltre alle emissioni offerte dai getti. Dall'osservazione è stata dedotta una corona con una dimensione pari a circa 40 raggi di Schwarzschild con una potenza di 10 Gauss.

Sebbene sia stata confermata la radiazione di sincrotrone dalla corona in entrambi gli oggetti, è risultata quindi una potenza troppo debole per giustificare il riscaldamento della corona stessa.