Un altro esopianeta con la coda di atmosfera
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Una coda di elio proveniente da un esopianeta come conferma della evoluzione planetaria a opera della più violenta radiazione stellare


Fonte L. Nortmann el al., "Ground-based detection of an extended helium atmosphere in the Saturn-mass exoplanet WASP-69b," Science (2018) Read more at: https://phys.org/news/2018-12-exoplanet-atmosphere-tail.html#jCp


Rappresentazione della perdita di atmosfera dell'esopianeta. Crediti L.Nortmann et al.
Rappresentazione della perdita di atmosfera dell'esopianeta. Crediti L.Nortmann et al. 

Un altro pianeta sta perdendo la propria atmosfera rivelando una lunga coda simile a quella delle comete: si tratta di WASP-69b e le osservazioni sono dell'Instituto de Astrofisica de Canarias (IAC) attraverso lo strumento CARMENES installato a bordo del Calar Alto Observatory in Spagna. La coda è di elio, cacciato dalla radiazione ultravioletta della stella madre.

Il pianeta è stato osservato durante un transito , evento che ha permesso al corpo celeste  e alla sua atmosfera di affievolire la luce stellare: ne è emersa una forma allungata in una regione dello spettro in cui l'elio assorbe la radiazione.  La forma allungata è indice di una coda, ma lo studio è andato oltre analizzando altri quattro pianeti in condizioni simili. Si tratta di HD 189733b e HD 209458b, due giganti gassosi con massa simile alla massa gioviana, il supergigante KELT-9b e il nettuniano GJ 436b. Il primo rivela un chiaro assorbimento di elio, ma senza una coda, mentre gli altri tre non ne presentano traccia. 

Sono state indagate anche le stelle ospiti dei cinque pianeti tramite il satellite ESA Multi-Mirror X-Ray Mission (XMM-Newton), riuscendo a rintracciare elio nelle atmosfere planetarie e una ingente quantità di radiazione X e ultravioletta estrema provenire dall'astro centrale.

Si tratta di una conferma del fatto che la radiazione estrema stellare possa strappare l'atmosfera dai pianeti giganti simili a Giove e Nettuno, trasformandoli in pianeti rocciosi con densità simili a quelle di Terra e Venere. 

Elio in abbondanza è stato rintracciato - ancora con CARMENES - anche nell'atmosfera di HAT-P-11b, distante 124 anni luce in direzione della costellazione del Cigno. Si tratta in particolare della prima volta in cui si rivela la velocità degli atomi di elio nell'alta atmosfera di un esopianeta di tipo nettuniano.

L'elio è stato osservato per la prima volta come una riga spettrale sconosciuta nel 1868, nella radiazione solare, una riga dedicata al dio greco del Sole, Helios. E' uno dei principali costituenti di Giove e Saturno, nel nostro Sistema Solare, oltre che il secondo elemento per abbondanza nell'universo, a lungo predetto come uno degli elementi più presenti negli esopianeti giganti. Nonostante questo, soltanto a inizio 2018 la sua riga è stata osservata in uno spettro esoplanetario.