Raggi X per la evoluzione chimica dei sistemi planetari in formazione
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Un esperimento ha riprodotto in laboratorio l'azione della radiazione energetica sui grani di polvere coperti da composti organici ghiacciati, determinando una sublimazione molto utile alla diffusione


Fonte The Astrophysical Journal l’articolo “X-Ray Photo-desorption of H2O:CO:NH3 Circumstellar Ice Analogs: Gas-phase Enrichment”, di A. Jiménez-Escobar, A. Ciaravella, C. Cecchi-Pestellini, C.-H. Huang, N.-E. Sie, Y.-J. Chen e G. M. Muñoz Caro


Spettri a confronto prima e dopo la sublimazione. Crediti The Astrophysical Journal
Spettri a confronto prima e dopo la sublimazione.
Crediti The Astrophysical Journal

A favore della diffusione dei composti organici all'interno di sistemi planetari in formazione partecipano di sicuro le radiazioni stellari più intense e la prova viene da un esperimento condotto all'Interstellar Photo-process System del National Synchrotron Radiation Research Center.

Il processo ha visto l'irraggiamento di ghiaccio di acqua, monossido di carbonio e ammoniaca per un periodo di dodici minuti, utilizzando dapprima radiazione in ultravioletto  e poi raggi X , simulando quindi l'azione della stella centrale sui grani del disco protoplanetario sui quali va a depositarsi materiale organico ghiacciato.

Lo spettro ottenuto è stato confrontato con lo spettro catturato prima dell'irraggiamento e ciò che ne è derivato è una abbondante sublimazione di molecole organiche dal composto. Riportato il tutto al processo di formazione planetaria, la sublimazione delle molecole organiche si rivela un processo molto efficiente per l'evoluzione chimica dei sistemi planetari in formazione.

Nella fattispecie, i raggi X hanno portato a risultati meno duraturi ma più efficienti rispetto ai raggi UV in misura da 2 a 40 volte.