Una occasione per le prime fasi di una supernova Ia
loading

Passa per gli occhi di tre survey ad ampio campo e del telescopio spaziale Kepler una esplosione in grado di spiegare le prime fasi delle esplosioni di nane bianche


Fonte "No Stripped Companion Material in the Nebular Spectrum of the "Two-Component" Type Ia Supernova ASASSN-18bt," M. A. Tucker, B. J. Shappee & J. P. Wisniewski, 2018 Nov. 30 - Astrophysical Journal Letters


Evoluzione della supernova immortalata da differenti osservatori in diversi periodi. Credit: Ben Shappee/ASASSN/NASA
Evoluzione della supernova immortalata da differenti osservatori in diversi periodi.
Credit: Ben Shappee/ASASSN/NASA

Uno sguardo alle prime fasi dell'esplosione di una supernova è reso possibile dall'evento SN 2018oh, anche battezzato ASASSN-18bt. Si tratta di una supernova Ia, tra gli eventi fondamentali per gli studi cosmologici risultando candele standard per la misurazione delle distanze nonché forni nei quali vengono generati molti degli elementi chimici che vediamo intorno a noi ogni giorno.  

 

Osservare le prime fasi di un evento simile è un fattore cruciale e ASASSN-18bt può fornire diverse risposte. La supernova è stata scoperta dalla All-Sky Automated Survey for Supernovae (ASAS-SN), una rete internazionale di telescopi guidata dalla Ohio University in grado di allertare il telescopio spaziale Kepler, decisamente sensibile a captare ogni variazione di luminosità.  

ASASSN-18bt è la più vicina e brillante supernova mai osservata da Kepler il che offre una opportunità eccellente per dettagliare le osservazioni al meglio a partire da pochissime ore dopo l'esplosione. 

Altre due survey hanno assunto un ruolo molto importante: si tratta della Panoramic Survey Telescope and Rapid Response System (Pan-STARRS) e la Asteroid Terrestrial-Impact Last Alert System (ATLAS), con la prima in grado di osservare la supernova il primo giorno dopo l'esplosione.

La combinazione dei dati delle survey ha evidenziato subito un segnale insolito durante i primi due giorni: molte supernovae mostrano un incremento graduale nella luce emessa mentre stavolta l'emissione è apparsa del tutto peculiare evidenziando una luce addizionale che, inizialmente, è stata ricondotta alla collisione tra la nana bianca  e la stella  compagna ma che, alla luce di elaborazioni e modelli, è stata poi associata a processi differenti. 

Uno di questi processi potrebbe essere una insolita distribuzione degli isotopi radioattivi nella stella esplosa, ad esempio. Ciò che non si è visto, nell'analisi degli strati più esterni espulsi, sono i segni di una stella compagna i cui elementi dovrebbero essere presenti all'interno delle firme chimiche rilevate e che, invece, mancano.

Sembra quindi avallata l'esistenza di due popolazioni distinte di supernovae Ia, una che mostra una precoce emissione e una che non la mostra, senza il bisogno di una stella compagna ma con la certezza di un evento più complesso di quanto non potesse sembrare.