La luce di tutte le stelle
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Un nuovo tentativo di quantificare la luce extragalattica di fondo basato sui dati di 739 blazar la cui luce è affievolita dall'interazione con la luce di tutte le stelle dell'universo


Fonte Science (2018) - “A gamma-ray determination of the Universe’s star formation history”, della Fermi-LAT Collaboration


La radiazione captata da Fermi oltre i 10 TeV. Crediti Fermi/NASA/LAT
La radiazione captata da Fermi oltre i 10 TeV. Crediti Fermi/NASA/LAT

Un "quattro" seguito da 84 "zeri" è il numero di fotoni emessi da tutte le stelle dell'universo in tutta la sua storia, o almeno questa è la stima effettuata da un team di scienziati in base ai dati del Large Area Telescope (LAT) a bordo del satellite Fermi della NASA.

Fermi osserva il cielo alle alte energie, quelle dei raggi gamma , osservando anche numerosi AGN molto distanti e proprio da questi è stato possibile stimare il tasso di formazione stellare.

La luce extragalattica di fondo (EBL, Extragalactic Background Light) è la somma delle radiazioni emesse da tutte le galassie nella storia dell'universo (la radiazione continua a viaggiare a prescindere dalla sopravvivenza della stella che l'ha emessa), misurata in ultravioletto , ottico e infrarosso . Proprio questa radiazione è riscontrabile nell'affievolimento della radiazione gamma che giunge fino a noi e la misura di questa opacità nella radiazione di 739 galassie attive remote, unitamente a un GRB , ha consentito di ricostruire la storia evolutiva della luce extragalattica di fondo, determinando il 90% della storia della formazione stellare dell'universo. 

In pratica, data una radiazione gamma attesa e data la radiazione gamma invece captata, la differenza si presume essere stata "bloccata" dalla radiazione di background alle frequenze minori, la quale in tal modo può essere misurata. 
Il risultato, appunto, è pari a 4x1084, anche se si tratta di un risultato che risente di un numero elevatissimo di stime, congetture e ipotesi.

Già nel 2012 uno studio simile era stato portato avanti, rivelando un picco di formazione stellare in un tempo risalente a 10 miliardi di anni fa, ma il campione di blazar utilizzato allora era cinque volte inferiore a quello dei dati attuali. I dati ottenuti sono anche in linea temporale con l'evoluzione della formazione stellare misurata da Hubble Space Telescope utilizzando metodi totalmente diversi, e quando due metodi diversi concordano su un risultato si è sempre in presenza di una bella notizia.