Confermata la massa del buco nero di 3C 273
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Grazie alla elevata risoluzione dell'interferometro GRAVITY è stato possibile avallare la misurazione di massa del buco nero di 3C 273 ottenuta venti anni fa attraverso un metodo più obsoleto


Fonte Spatially resolved rotation of the broad-line region of a quasar at sub-parsec scale, Nature (2018)


3C 273
3C 273

Il 1963 ha portato alla scoperta del primo quasar da parte di Maarten Schmidt, quasar chiamato 3C 273 e in grado di irradiare in maniera cento volte superiore di quanto non facciano tutte le stelle galattiche. 

Oggi, un team di astronomi del circuito GRAVITY scopre che questa estrema luminosità è indotta dal rapido movimento delle nubi di gas intorno al buco nero centrale del quasar. 

La prima stima della massa del buco nero di 3C 273 è venuta nel 2000: era un metodo di calcolo oggi obsoleto ma il risultato trova conferma nelle osservazioni di GRAVITY tanto da poter divenire una sorta di unità di misura per tutti gli altri dati.

GRAVITY combina la forza di quattro telescopi ricreando un interferometro da 130 metri, ottimo per i quasar e in grado, da oggi, di risolvere addirittura il moto del gas intorno alla zona più centrale. Le ampie linee di emissione create dal gas nei pressi del buco nero consentono quindi di stimare la velocità del gas stesso nonché la distanza, parametri fondamentali per stimare la massa dell'oggetto centrale. 

Il risultato è di 300 milioni di masse solari.