Formazione planetaria e metallicità
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Una survey basata sui dati di Harps-N scopre due esopianeti giganti intorno a 42 stelle. Unito a un precedente campione, lo studio getta le basi per una relazione tra pianeti e metallicità stellare


Fonte https://arxiv.org/pdf/1811.07776.pdf


Rappresentazione di esopianeta. Crediti D.Barbato et al.
Rappresentazione di esopianeta. Crediti D.Barbato et al.

La probabilità di trovare esopianeti intorno alle stelle sembra funzione di tanti parametri tra i quali dimensione, massa , temperatura , colore e luminosità.

Anche la metallicità, però, assume un ruolo di spicco e un nuovo lavoro nell'ambito del progetto Gaps (Global Architecture of Planetary Systems) dell'INAF, basato sui dati dello spettrometro Harps-N, misura in un 4% la probabilità di trovare pianeti giganti intorno a stelle a basso contenuto di metalli.

Il risultato è basato sull'osservazione di 42 stelle a bassa metallicità, le cui velocità radiali hanno portato alla scoperta di due esopianeti giganti con masse rispettivamente pari a un quinto di quella gioviana, con periodo di 1800 giorni (si tratta del gigante meno massiccio a queste distanze), e il doppio di quella del nostro Giove con un periodo tra 2000 e 4000 giorni. Le stelle ospiti sono HD 220197 e HD 233832.

Combinando queste osservazioni con un ulteriore set di dati tarato su 88 stelle visibili nell'emisfero australe, in grado di scoprire tre pianeti, si è giunti alla stima riportata. 
Queste correlazioni, che vengono meno quando si parla di pianeti più piccoli, assumono un valore di discriminante tra diversi modelli di formazione planetaria spingendo a favore del modello di core accretion, che vede la formazione di nuclei solidi intorno ai quali va ad addensarsi del gas.