Il numero delle esolune cresce sulla carta
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Nuove simulazioni mostrano come anche giganti gassosi possano creare dischi circumplanetari durante la loro formazione, aumentando il numero di possibili esolune presenti nell'universo


Fonte Judit Szulágyi et al. In Situ Formation of Icy Moons of Uranus and Neptune, The Astrophysical Journal (2018)


Formazione di esolune in giganti ghiacciati. Crediti J. Szulàgyi et al.
Formazione di esolune in giganti ghiacciati. Crediti J. Szulàgyi et al.

La situazione delle esolune, ad oggi, è ancora in fase di stallo. Sebbene ci siano stati titoli a nove colonne sulla prima esoluna mai trovata a Ottobre 2018, in realtà la conferma è ancora pending e così nulla si può dire riguardo la frequenza con la quale sia possibile trovare, nell'universo, sistemi come quelli che abbondano nel Sistema Solare in cui Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno presentano svariati piccoli mondi orbitanti. 

Uno studio a cura della University of Zurich cerca di rispondere a queste domande aperte, fornendo delle ipotesi su quante possano essere le esolune e quali caratteristiche possano avere. Per lo studio, il team si è focalizzato sui pianeti Urano e Nettuno, entrambi con circa 20 masse terrestri ma caratterizzati da un sistema di lune molto diverso: Urano ha un sistema di cinque lune decisamente grandi mentre Nettuno ne presenta una sola (grande), Tritone.

Si ritiene che Nettuno possa aver catturato Tritone mentre Urano possa aver visto l'origine delle proprie lune a partire da un disco circumplanetario creatosi al termine della formazione del pianeta . In realtà Urano e Nettuno sono sempre stati considerati decisamente leggeri per formare un disco simile e così alcuni studi recenti hanno ipotizzato che le lune di Urano possano aver tratto origine da una collisione cosmica simile a quella che dovrebbe aver creato la nostra Luna. Lo studio in oggetto, invece, rigetta questa ipotesi in seguito a particolareggiate simulazioni al supercomputer le quali hanno mostrato come sia Urano sia Nettuno possano aver sviluppato un proprio disco di gas e polvere mentre si stavano ancora formando. I calcoli hanno generato lune ghiacciate in-situ, molto simile per composizione agli attuali satelliti di Urano. Dalle simulazioni deriva che anche Urano deve aver sviluppato un sistema di più lune, andate poi perse con la cattura di Tritone. 

Da Urano e Nettuno alle lune in generale: se giganti ghiacciati possono formare satelliti propri vuol dire che la popolazione di esolune può essere decisamente più abbondante di quanto pensato precedentemente. Giganti ghiacciati e mini-Nettuno sono stati scoperti molto spesso nelle survey esoplanetarie, il che rende questa categoria di pianeta molto frequente. Derivazioni importanti possono essere fatte, ovviamente, anche sulla possibilità che i mondi abitati, dati da esolune con oceani sub-superficiali, possano essere davvero molti nell'universo.