Nuovi quasar sdoppiati dalla lente di Einstein
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Scienziati del CfA hanno dedotto la presenza di effetti di lente gravitazionale nei dati di WISE: due galassie attive distanti dieci miliardi di anni luce presenti più volte nella stessa immagine


Fonte T Anguita et al. The STRong lensing Insights into the Dark Energy Survey (STRIDES) 2016 follow-up campaign. II. New quasar lenses from double component fitting., Monthly Notices of the Royal Astronomical Society (2018)


Le lenti gravitazionali sui quasar osservati. Crediti T. Anguita
Le lenti gravitazionali sui quasar osservati. Crediti T. Anguita

L'abbinamento tra la potente radiazione espressa dai quasar distanti e il fenomeno di lente gravitazionale forte previsto da Einstein e confermato dalle osservazioni ha consentito, nel tempo, di acquisire preziosissime informazioni riguardo le galassie attive poste in tempi cosmologici molto remoti. Ad oggi i quasar ingranditi dalla lente gravitazionale sono qualche centinaia e rappresentano un campo di ricerca sistematico: al CfA è stata usata la survey infrarossa di WISE per la ricerca di candidati quasar. Il team ha processato le immagini dei candidati con un sofisticato algoritmo alla ricerca di prove di componenti multiple come quelle attese dall'effetto lente. La spettroscopia di follow-up e le immagini da Terra hanno consentito poi di confermare o meno la candidatura. 

Dei 54 candidati iniziali, due sono gli spettri confermati: uno viene splittato in quattro immagini mentre l'altro ne ha due e in ciascuno dei due casi la luce ha viaggiato per circa dieci miliardi di anni. Le immagini presentano anche i segni della galassia interposta, quella che fa da lente, a conferma definitiva dell'effetto einsteniano.
Restano ancora sette oggetti da verificare e per questi serviranno ulteriori conferme osservative.