La galassia più brillante è quella più ingorda
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Gli occhi di ALMA riescono a raggiungere la debole emissione di tre stream di materiale che, rubato a tre diverse galassie minori, vanno ad alimentare la luminosità di un quasar distante


Fonte Science (2018) - “The multiple merger assembly of a hyperluminous obscured quasar at redshift 4.6” - T. Díaz-Santos et al.


Rappresentazione artistica di W2246-0526, il quasar a oggi più brillante. Crediti: NRAO/AUI/NSF/Dagnello
Rappresentazione artistica di W2246-0526, il quasar a oggi più brillante.
Crediti: NRAO/AUI/NSF/Dagnello

La galassia a oggi più luminosa dell'universo non è la più vicina né la più grande, ma la più vorace visto che la grande luminosità deriva dall'acquisizione di materiale da tre galassie minori. 

L'oggetto è stato scoperto dal Wide Infrared Survey Explorer (WISE) nel 2015 ed è stato battezzato WISE J224607.55-052634.9. Presenta una luminosità pari a quella di 350 mila miliardi di Soli. Il motivo di tanta luminosità è stato scoperto invece da Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), in grado di distinguere ben tre scie di gas e polvere in entrata, materiale rubato a tre galassie minori. 

Immagine di ALMA che riporta il quasar al centro e le tre galassie collegate da uno stream di materiale. Crediti ALMA/ESO/NRAO/Dagnello
Immagine di ALMA che riporta il quasar al centro e le tre
galassie (C1, C2 e C3) collegate da uno stream di materiale.
Crediti ALMA/ESO/NRAO/Dagnello

Oltre a questi flussi in entrata, tuttavia, alla base della luminosità è anche l'attività del buco nero supermassiccio posto al centro della galassia, un buco nero la cui massa si stima in circa 4 miliardi di masse solari. Il quasar determina il riscaldamento del materiale in caduta e l'assorbimento e riemissione in infrarosso da parte della polvere presente. In realtà 4 miliardi di masse solari sono tante ma non sono sufficienti a spiegare l'estrema luminosità dell'oggetto, quindi resta aperta una strada da indagare.

Lo studio quantitativo delle masse in gioco intorno al buco nero e in entrata nella galassia ha evidenziato come l'apporto delle tre galassie minori sia sufficiente a reintegrare quanto consumato internamente dalla galassia maggiore, in un processo innescatosi molto tempo fa e in grado di durare ancora centinaia di milioni di anni. 

La galassia si trova a 12.4 miliardi di anni luce di distanza da noi e per ottenere le immagini, data la debolezza, sono state necessarie 2.5 ore di osservazione da parte di 40 antenne di ALMA. Rientra nella classe delle Hot Dust-Obscured Galaxies (Hot Dog): quasar molto luminosi la cui radiazione viene bloccata dalla polvere presente. 

Oltre alla estrema luminosità, doppia rispetto a qualsiasi altra galassia osservata con WISE, J2246-0526 si presenta quindi in un universo decisamente giovane.