Lo scenario prima della supernova Ic
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L'esplosione di una stella di grande massa in una galassia relativamente vicina consente di osservare, in immagini di repertorio, la scena del delitto di un evento ad oggi raro


Fonte Van Dyk et al. - California Institute of Technology (Caltech) - The Astrophysical Journal (2018)


La posizione della supernova all'interno della galassia ospite. Crediti Caltech/NASA/HST
La posizione della supernova all'interno della galassia ospite. Crediti Caltech/NASA/HST

La coppia composta da Hubble Space Telescope e Keck Observatory potrebbe aver scoperto la progenitrice di una supernova Ic. Si ritiene che questa tipologia di supernova , che rappresenta il 21% delle stelle massive esplose per collasso, possa trarre origine dall'esplosione di una stella che, prima di morire, sia stata privata dei propri strati esterni di idrogeno e elio. Si tratterebbe delle stelle più massive note, con masse di almeno 30 masse solari tanto da rimanere grandi e brillanti anche dopo aver ceduto massa .

Di fronte a questo presupposto appare strano il fatto che gli astronomi non siano mai riusciti a imbattersi in una stella di questo tipo in fase di pre-esplosione ma finalmente, nel 2017, un astro vicino ha terminato la propria vita in un bagliore di supernova Ic, consentiendo agli astronomi di andare a ripescare immagini di repertorio ottenute da Hubble nel 2007. 

La supernova si chiama SN 2017en  e si trova quasi al centro della galassia a spirale NGC 3938, distante 65 milioni di anni luce. E' stata osservata anche in infrarosso attraverso il Keck Observatory a Giugno 2017, rivelando una luce molto calda e azzurra. 

L'esplosione è avvenuta in una zona molto popolata della galassia ospite, con stelle decisamente vicine tra di loro quindi localizzare con precisione quale sia la stella esplosa non è semplice ma la supernova è apparsa da 5 a 10 volte più luminosa di qualsiasi altra supernova di tipo Ic, semplificando il lavoro di isolamento della zona. 
Due sono le teorie, a questo punto: dato l'estremo calore in gioco, la stella progenitrice potrebbe essere una singola stella con massa tra 45 e 55 masse solari oppure potrebbe essere rappresentata da un sistema binario massivo, con una delle stelle in possesso di una massa tra 60 e 80 masse solari e l'altra pari a 48 masse solari circa. In questo ultimo scenario, le stelle orbitano così vicine da interagire tra di loro, determinando la perdita di idrogeno e elio da parte della stella poi esplosa. La possibilità di un sistema binario rappresenta una sorpresa poiché i modelli sembrano preferire la perdita di massa tramite potenti venti stellari.

La reale natura, tra le due ipotesi, della stella progenitrice si conoscerà soltanto tra un paio di anni almeno, quando la luce dell'esplosione scemerà lasciando libero Hubble, se reggerà, e James Webb, se verrà lanciato, di guardare.

Lo studio di questa stella progenitrice può dire molto sia in tema di evoluzione stellare sia in tema di distribuzione delle masse al momento della nascita degli astri stessi.

Rappresentazione del primo scenario: una stella azzurra molto massiccia che va a perdere massa prima di esplodere come supernova Ic. Crediti: NASA/ESA/J. OLMSTED (STScI)
Rappresentazione del primo scenario: una stella azzurra molto massiccia che va a perdere massa prima di esplodere come supernova Ic.
Crediti: NASA/ESA/J. OLMSTED (STScI)