Una popolazione di buchi neri supermassicci in fusione
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Una survey rivela un numero straordinariamente elevato di buchi neri molto vicini, conseguenza di fusioni galattiche in stato avanzato. Una fase che i modelli indicano non molto comune


Fonte Nature (2018) - “A population of luminous accreting black holes with hidden mergers“, di Michael J. Koss et al.


Un collage di coppie di buchi neri, con un confronto tra l'immagine ottica di HST sulla sinistra e quella infrarossa del Keck sulla destra. In alto la galassia NGC 6240. Crediti: Nasa, Esa, W. M. Keck Observatory, Pan-Starrs e M. Koss (Eureka Scientific, Inc.)
Un collage di coppie di buchi neri, con un confronto tra l'immagine ottica di HST sulla sinistra e quella infrarossa del Keck sulla destra. In alto la galassia NGC 6240.
Crediti: Nasa, Esa, W. M. Keck Observatory, Pan-Starrs e M. Koss (Eureka Scientific, Inc.)

Le fusioni galattiche acquisiscono una rilevante importanza soprattutto per le zone centrali e la loro unione. Buchi neri molto vicini cercati inizialmente nella banda spettrale dei raggi X , scartabellando in dieci anni di attività del telescopio Swift della NASA alla ricerca di segnali oltre le coltri di nubi che circondano i nuclei galattici. Le fusioni risultanti sono state poi ricercate negli archivi di Hubble e nelle immagini infrarosse ottenute dal Keck Observatory, lavoro che ha consentito di aggiungere 96 galassie in infrarosso alle 385 ottenute da Hubble. 

Il tutto è partito dall'analisi di NGC 6240 per una analisi che si è estesa poi a un campione sempre più vasto ma comunque centrato sui 330 milioni di anni luce di distanza. Molte galassie impegnate nelle fusioni sono di dimensioni simili a quelle della Via Lattea e la fusione richiede miliardi di anni per risolversi, alla fine, in un battito di ali, una fusione dei buchi neri supermassicci in grado di produrre onde gravitazionali che un giorno saranno rilevabili anche dalle zone adiacenti alla Terra tramite il sistema LISA.

Quel che è risultato dalla survey è un numero estremamente alto di buchi neri prossimi alla fusione, una fase che secondo i modelli dovrebbe durare poco tempo e che invece si presenta con prepotenza nel 17% dei campioni osservati. 
Una conferma ai modelli è venuta dalla luminosità e dalle masse dei buchi neri coinvolti: i buchi neri crescono più velocemente man mano che la fusione va avanti nel tempo il che può assegnare alle fusioni di galassie un ruolo molto importante per la generazione di oggetti di dimensioni ancora non spiegabili.