Ammassi stellari dalla collisione di nubi molecolari
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Quel meraviglioso strumento che risponde al nome di SOFIA rivela come la formazione degli ammassi stellari possa essere innescata dalla collisione delle nubi molecolari giganti


Fonte Thomas G Bisbas et al. The inception of star cluster formation revealed by [C ii] emission around an Infrared Dark Cloud, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society: Letters (2018)


Rappresentazione della collisione di nubi molecolari nella creazione di ammassi stellari. Crediti NASA/SOFIA
Rappresentazione della collisione di nubi molecolari nella creazione di ammassi stellari. Crediti NASA/SOFIA

Nascosta da occhi indiscreti, al riparo dietro bozzoli molto densi di gas e polvere, la formazione stellare va avanti nella Via Lattea e nelle altre galassie. Si tratta di bozzoli che brillano, però, in luce infrarossa ed è proprio qui che lo Stratospheric Observatory for Infrared Astronomy (SOFIA) mostra tutta la propria utilità, soprattutto se accoppiato al German Receiver for Astronomy at Terahertz Frequencies (GREAT). SOFIA è un Boeing 747SP sul quale è stato installato un telescopio a infrarosso .

Inizialmente i modelli di formazione stellare imputavano alla gravità ogni responsabilità nel processo di formazione di stelle e ammassi stellari mentre osservazioni più recenti rivalutano notevolmente il ruolo del campo magnetico e delle turbolenze, fino a poter dominare il processo di creazione stesso. 

Gli ammassi stellari, secondo le nuove osservazioni di SOFIA, prendono vita dalla collisione delle nubi molecolari giganti. Studiare la distribuzione e il moto del carbonio ionizzato intorno alle nubi molecolari interessate dalla formazione stellare ha consentito di rivelare la presenza di due distinte componenti di gas molecolare in collisione a velocità superiori alle 20 mila miglia orarie. Velocità e distribuzione del gas sono consistenti con un modello di simulazione di collisione tra nubi molecolari indicando come la formazione degli ammassi stellari sia conseguenza dello shock derivante dalla collisione stessa. 

Non c'è, ad oggi, consenso sulla formazione degli ammassi aperti ma le osservazioni di SOFIA hanno aiutato non poco a fare un passo avanti verso la risoluzione del mistero. Ora saranno necessarie ulteriori osservazioni per verificare se quanto osservato sia un caso isolato o se lo stesso processo sia in effetti alla base della formazione degli ammassi stellari in generale.