Dischi instabili intorno a una nana bianca
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Variazioni di luminosità osservate nella luce della nana bianca GD56 portano alla ribalta processi nel disco circumstellare che finora erano relegati soltanto allo studio delle stelle più giovani


Fonte J Farihi et al. Dust production and depletion in evolved planetary systems, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society (2018)


Rappresentazione artistica di un disco circumstellare
Rappresentazione artistica di un disco circumstellare

Ciò che sembrava caratteristica peculiare delle giovani stelle si rinviene invece anche in ambienti circostanti le stelle più evolute e morte, come le nane bianche. La variabilità di una stella consiste nelle fluttuazioni di luminosità dovute a uno svariato numero di condizioni che vanno dall'appartenenza a un sistema binario fino a fattori intrinsechi dell'astro stesso, che può quindi pulsare, presentare macchie di dimensioni giganti. 

Una variabilità è dovuta anche alla presenza di un disco di materiale che circonda la stella e che talvolta può interferire con il viaggio della radiazione verso i nostri occhi, dando vita a curve di luce più o meno regolari. 

La presenza di dischi è molto importante per la comprensione della formazione di pianeti intorno a stelle di qualsiasi tipo e proprio grazie a variazioni di luce è stato possibile, a oggi, rinvenire la presenza di bombardamenti cometari in una manciata di sistemi planetari giovani. 
L'osservazione protratta per undici anni della nana bianca  GD56 a opera di astronomi del CfA ha evidenziato impennate e cadute di luminosità fino al 20% della radiazione normale, variazioni consistenti con una produzione di polvere oppure con una attività legata al disco circumstellare. 

Le osservazioni hanno sfruttato la camera IRAC di Spitzer e la missione WISE oltre a osservatori terrestri come UKIRT e Keck Telescope e hanno consentito di caratterizzare le variazioni scoprendo una coerenza nel colore stellare, sintomo di una temperatura comunque invariata.

Alla base delle fluttuazioni dovrebbe risiedere una variazione di attrazione gravitazionale tra le particelle del disco circumstellare, stesso processo responsabile delle variazioni viste spesso su stelle più giovani e che invece non ci si attendeva di osservare anche su stelle decisamente più antiche. Variazioni di densità di questo tipo potrebbero determinare anche la caduta di materiale sulla stella e se questo è vero potrebbero esserci le tracce chimiche nell'atmosfera della nana bianca.