Kepler e la fine di una storica missione
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Si spegne per sempre il telescopio spaziale che ha rivoluzionato il modo di pensare l'abitabilità dell'universo, scoprendo migliaia di pianeti al di là del Sistema Solare.


Fonte NASA


Rappresentazione del telescopio spaziale Kepler. Crediti NASA
Rappresentazione del telescopio spaziale Kepler. Crediti NASA

Il telescopio spaziale Kepler è stato posto fuori servizio a titolo definitivo con un annuncio ufficiale giunto martedì 30 ottobre 2018. Nove anni e mezzo di attività e di scoperte per Kepler prima di vedere le capacità di puntamento cadere drasticamente a inizio Ottobre. L'ultimo sforzo è stato il downlink degli ultimi dati della Campaign 19 di metà mese mentre ora il telescopio è silenzioso. 

Kepler ha aperto gli occhi dell'umanità su migliaia di nuovi mondi, scoprendo 2.681 esopianeti ai quali vanno aggiunti migliaia di ulteriori candidati da verificare, mostrandoci mondi rocciosi come la Terra che potrebbero ospitare forme di vita e rivelando la presenza di super-Terre. Alcuni di questi pianeti appaiono essere molto simili al nostro e si trovano nella fascia di abitabilità della stella madre, per una stima che vede tra il 20 e il 50% delle stelle variabili del cielo notturno come potenziali ospiti di pianeti rocciosi in fascia abitabile .

Una missione partita il 7 marzo 2009 da Cape Canaveral e costata 700 milioni di dollari che ha rivoluzionato la nostra posizione nel cosmo. Dal 2013, dopo un delicato intervento tecnico da remoto, il telescopio divenne K2. Dei circa quattromila pianeti confermati negli ultimi venti anni, i due terzi sono merito di Kepler. Il successore è Tess, già lanciato e il cui studio è destinato alle stelle più brillanti e vicine alla Terra.

A 94 milioni di miglia dalla Terra, Kepler si trova in Safe mode e in orbita intorno al Sole. Nel momento in cui verranno disabilitati i trasmettitori, per Kepler calerà la notte.