Due quasar ad alto redshift per un abbozzo di relazione con la variabilità
loading

Si tratta dei quasar più distanti e variabili osservati dalla survey OGLE. All'aumentare del redshift sembra aumentare la variabilità, ma il campione è ancora troppo piccolo


Fonte Szymon Kozlowski et al. Discovery of two quasars at z=5 from the OGLE Survey


La variabilità dei due quasar. Crediti OGLE
La variabilità dei due quasar. Crediti OGLE

Due nuovi quasar ad alto redshift sono emersi dai dati dell'Optical Gravitational Lensing Experiment (OGLE): sono stati battezzati OGLE J015531-752807 e OGLE J005907-645016 e si trovano a redshift elevati, pari a 5.09 e 4.98 rispettivamente, 
Si tratta di oggetti che, a questa distanza, rappresentano una fonte inesauribile di informazioni, dalla massa del buco nero  supermassiccio fino all'evoluzione dei quasar stessi passando per la caratterizzazione dell'universo primordiale.

I dati di partenza sono partiti da un campione di 33 candidati quasar ad alto redshift, dei quali due - alla fine - si sono dimostrati tali. 
Il primo quasar ha una magnitudine assoluta nel vicino infrarosso pari a -27.82 e rappresenta a oggi l'oggetto variabile più distante ottenuto dalla survey OGLE. La magnitudine assoluta del secondo quasar è di -28.73.

La variabilità ha una ampiezza di 0.4 magnitudini, molto più ampia rispetto ad altri quasar il cui valore è inferiore a 0.15 magnitudini.
Questo potrebbe lasciar pensare a una variabilità che aumenta insieme al redshift ma per giungere a una conclusione del genere occorre un campione decisamente più consistente.