La nana Donatiello-I come speranza per la CDM
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La scoperta di una galassia nana a opera dell'astrofilo italiano Giuseppe Donatiello potrebbe aprire la porta a una nuova popolazione di galassie ultradeboli ancora da scoprire


Fonte David Martinez-Delgado et al. Mirach's Goblin: Discovery of a dwarf spheroidal galaxy behind the Andromeda galaxy


La galassia Donatiello I. Crediti Giuseppe Donatiello
La galassia Donatiello I.
Crediti Giuseppe Donatiello

La parte più difficile nell'osservazione di galassie nane o comunque deboli risiede nel doverle isolare dalla maggior luminosità di oggetti vicini - anche solo prospetticamente - e più brillanti.

Una galassia in più nell'archivio dei corpi celesti deboli si deve al lavoro di un amatore dell'astronomia, grazie alla scoperta di una galassia nana sferoidale posta oltre la galassia di Andromeda. La nuova galassia è chiamata Donatiello I (dal nome dell'amatore autore della scoperta, Giuseppe Donatiello) e potrebbe essere di notevole aiuto per la comprensione del processo di formazione galattica. 

Ad oggi il modello cosmologico generalmente accettato, noto come Lamda-Cold Dark Matter model, prevede la presenza di un gran numero di piccoli aloni di materia oscura nell'universo Locale ma non è noto quanti di questi aloni siano effettivamente associati alla materia barionica (ammassi galattici o galassie nane). La possibilità di poter contare su un inventario completo di questi oggetti sarebbe di enorme aiuto per risolvere la questione e consentire di unire i puntini per la determinazione della formazione galattica, poiché attualmente esiste una discrepanza tra il numero di sistemi a piccola massa osservati e quello previsto nel Gruppo Locale. Il problema sta nel fatto che anche survey profonde come la Sloan Digital Sky Survey (SDSS) e la PANoramic Survey Telescope and Rapid Response System (PanSTARRs) incontrano limiti di luminosità che impediscono di giungere alle galassie più deboli. 

Le stesse survey in banda radio risentono della bassa luminosità degli oggetti, visto che le righedell'idrogeno che vengono cercate negli oggetti distanti devono comunque essere osservabili su una emissione di una certa luminosità. 

Uno dei modi più efficienti, ad oggi, in attesa delle nuove e più sensibili survey, ricade proprio sugli amatori e sulla loro possibilità di ottenere immagini ultraprofonde di una data zona di cielo, giungendo a magnitudini di 29/arcosecondo2 o ancora più profonde.
Proprio in base a questa possibilità le osservazioni dell'astrofilo italiano Giuseppe Donatiello, operate tramite un telescopio da 12.7 centimetri di apertura, sono riuscite a catturare un mosaico di immagini molto profonde della galassia di Andromeda nel 2016 al fine di ottenere l'evidenza di stream stellari, galassie satelliti e tenui strutture recentemente scoperte intorno a M31.

Dall'analisi delle immagini, Donatiello ha notato la presenza di un oggetto posto a un grado dalla stella Mirach (beta And), oggetto confermato in seguito da un team di astronomi tramite immagini di archivio della SDSS e da follow-up del 2016 e del 2017 tramite Telescopio Nazionale Galileo (TNG) e Gran Telescopio Canarias (GTC). 

Le osservazioni di follow-up hanno consentito di stimare la distanza della nuova galassia, di risolverne le stelle e di confermarne la natura e l'appartenenza al Gruppo Locale. 
Donatiello I è una galassia isolata che ha visto la propria formazione stellare arrestarsi molto tempo fa, il che è strano in assenza di interazione con galassie maggiori. Donatiello I potrebbe essere una delle più brillanti galassie di una vasta popolazione ancora da scoprire e questo darebbe ulteriore speranza alla CDM