Due pseudo-satelliti di polvere per la Terra
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Addensamenti di polvere interplanetaria occupano i punti lagrangiani L4 e L5, zone di quasi stabilità confermate a distanza di sessanta anni dalla prima osservazione


Fonte Judit Slíz-Balogh et al. Celestial Mechanics and Polarization Optics of the Kordylewski Dust Cloud in the Earth-Moon Lagrange Point L5-Part II. Imaging Polarimetric Observation: New Evidence for the Existence of Kordylewski Dust Cloud, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society (2018)


Raffigurazione delle densità di polvere in orbita terrestre. Crediti J. Balogh et al.
Raffigurazione delle densità di polvere in orbita terrestre. Crediti J. Balogh et al.

La Terra ha altri due satelliti, anche se si tratta di satelliti molto particolari visto che si compongono totalmente di polvere. Si tratta di due nubi di polvere posti in punti semi-stabili a 400 mila chilometri dalla Terra. Vengono chiamate Kordylewsky in onore dell'astronomo polacco Kazimierz Kordoylewsky che le osservò per primo nel 1961 e sono eccezionalmente deboli, tanto da metterne in discussione l'esistenza.

Il Sistema Terra-Luna è caratterizzato da cinque punti di stabilità in cui le forze gravitazionali si annullano consentendo a oggetti posti in loco di mantenere una posizione relativa stabile rispetto al pianeta e al satellite . Due di questi punti lagrangiani, L4 e L5, formano un triangolo equilatero con i due corpi celesti maggiori e si muovono intorno alla Terra mentre la Luna percorre la propria orbita .

L4 e L5 non sono totalmente stabili visto che sono disturbati dalla gravità espressa dal Sole ma rappresentano anche i luoghi in cui va ad accumularsi la polvere interplanetaria, almeno in via temporanea. Nel 1961 sono stati quindi osservati due ammassi di polvere e da allora i report si sono succeduti, tra scetticismo e prove a favore. 

A inizio 2018 un team della Eötvös Loránd University ha elaborato un modello in grado di spiegare l'accumulo di polvere e utilizzando la polarizzazione per ottenere prove osservative attraverso un sensore CCD puntato su L5. Il pattern osservato combacia con le previsioni ed è consistente con le osservazioni descritte nel 1961.

Il punto L5 e la polarizzazione rilevata nello studio. Crediti J. Balogh et al.
Il punto L5 e la polarizzazione rilevata nello studio. Crediti J. Balogh et al.