Metallicità stellare e sistemi planetari multipli
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Uno studio della Yale University evidenzia come i sistemi planetari multipli e prevalentemente rocciosi siano più presenti in orbita intorno a stelle a basso livello di metallicità.


Fonte Yale University


Rappresentazione artistica di un sistema pluri-pianeta. Crediti Michael S. Helfenbein/Yale University
Rappresentazione artistica di un sistema pluri-pianeta. Crediti Michael S. Helfenbein/Yale University

I sistemi planetari composti da un numero non banale di pianeti rocciosi prediligono le stelle con una bassa quantità di metalli, dove per metalli si intendono gli elementi chimici più pesanti dell'elio. 

La ricerca è della Yale University e si basa sullo studio di settecento stelle e i loro dintorni, con il ferro utilizzato come marker per la quantità generale di metalli. 

Non si tratta soltanto di una mera statistica poiché avere un riscontro osservativo sulla distribuzione dei sistemi planetari in base alla metallicità della stella-madre può dire tanto anche in termini di ricerca della vita, ad esempio. 

Uno degli astronomi del team, Fischer, già nel 2005 dimostrò come le stelle a maggior metallicità abbiano maggiori probabilità di essere orbitate da pianeti sismili a Giove, quindi giganti gassosi. Il nuovo studio rafforza questa idea, andando a favorire il modello di core-accretion per la formazione di questa tipologia di pianeta , ma aggiunge anche molto: innanzitutto lo studio ci dice che i pianeti piccoli e rocciosi sono molto più numerosi di quel che abbiamo stimato a oggi, dal momento che anche se la tecnologia per osservarli deve essere più spinta possiamo ipotizzarne la presenza in base alla composizione chimica stellare. Seconda poi sarà possibile andare a ricercare la vita aumentando le probabilità di trovarla guardando intorno a stelle a basso contenuto di metalli e questo non è dovuto esclusivamente al fatto che intorno a queste stelle sia più probabile trovare pianeti rocciosi ma anche al fatto che stelle a bassa metallicità sono anche più antiche e quindi potrebbero aver consentito ai propri pianeti una finestra temporale adatta allo sviluppo di una vita più o meno intelligente. 

A corollario dello studio è stato analizzato anche il tasso silicio/ferro, scoprendo come il tasso aumenti per le stelle a bassa metallicità.