Coppie di buchi neri supermassicci ovunque
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L'elaborazione di un modello in grado di prevedere i pattern dei getti in uscita dalle zone centrali delle galassie si sposa con i tre quarti delle maggiori radiosorgenti mappate a oggi


Fonte Martin G H Krause et al, How frequent are close supermassive binary black holes in powerful jet sources?, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society (2018)


Mappa radio a 5GHz di 3C 334 e dei suoi potenti getti radio. L'immagine abbraccia 5milioni di anni luce da sinistra a destra e la struttura dei getti implica periodici cambiamenti nella direzione. Nell'inset, una rappresentazione dei processi nella coppia di buchi neri. I getti possono formarsi in dischi di gas intorno ai buchi neri e la direzione è guidata dallo spin dei corpi celesti. L'asse di rotazione è mostrato da una freccia rossa. Credit: M. Krause / University of Hertfordshire
Mappa radio a 5GHz di 3C 334 e dei suoi potenti getti radio. L'immagine abbraccia 5milioni di anni luce da sinistra a destra e la struttura dei getti implica periodici cambiamenti nella direzione. Nell'inset, una rappresentazione dei processi nella coppia di buchi neri. I getti possono formarsi in dischi di gas intorno ai buchi neri e la direzione è guidata dallo spin dei corpi celesti. L'asse di rotazione è mostrato da una freccia rossa. Credit: M. Krause / University of Hertfordshire

La fusione di buchi neri supermassicci sembra attraversare una fase di accerchiamento visto che numerosi lavori stanno tentando di captare segnali in grado di rivelare simili processi in atto. In un numero di MNRAS di fine ottobre 2018 vengono riportate le prove della presenza di un ampio numero di sistemi binari di buchi neri supermassicci, a conferma del fatto come le galassie nel tempo tendano ad associarsi dando vita a strutture sempre più grandi.

I segnali provengono dalla mappa radio di potenti getti il cui pattern ricalca fedelmente quanto ci si attende dalla presenza di una struttura simile. Prima della fusione, i buchi neri danno vita a un sistema binario con un comune baricentro. Le attuali tecnologie non consentono agli interferometri di captare le onde gravitazionali provenienti da fusioni di così ampia massa ma si tratta di una configurazione in grado di emettere potenti getti dal nucleo della galassia , getti che periodicamente vanno a cambiare la propria direzione e proprio questo comportamento renderebbe possibile rilevarne la presenza, secondo astronomi della University of Hertfordshire.

Il team ha provveduto dapprima a elaborare simulazioni al fine di ottenere dettagli riguardanti le possibili forme di questi getti e poi ha confrontato i risultati con le mappe radio disponibili scoprendo con notevole sorpresa come tre quarti delle maggiori sorgenti radio siano compatibili con il modello elaborato. Forse sono un po' troppi, forse è una visione troppo ottimistica, ma se il dato fosse reale si avrebbero importanti conseguenze sui modelli di evoluzione galattica. Le stelle si formano dal gas freddo, i getti riscaldano il gas e sopprimono la formazione stellare (feedback): un getto che punta sempre in una stessa direzione inficia la formazione stellare su una parte limitata di galassia , ma un getto che cambia direzione in continuazione spazza via la formazione stellare in tutta la galassia ospite e questo consente di giustificare il basso tasso di formazione stellare riportato dalle osservazioni.