Il primo AGN ciclico confermato da Fermi
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La spiegazione più probabile per spiegare la ciclicità in banda gamma, ottica, X e radio sarebbe la presenza di una coppia di buchi neri supermassicci al centro del blazar osservato da Fermi


Fonte Eighth International Fermi Symposium


Una galassia attiva
Una galassia attiva

Alcuni blazar sembrano presentare fenomeni ciclici e la conferma, annunciata all'Eighth International Fermi Symposium a Baltimora, proviene da dieci anni di osservazioni del Fermi Gamma-ray Space Telescope della NASA, in grado di rilevare un ciclo di due anni nella luminosità gamma del blazar PG 1553+113. Ciclo che trova un corrispondente anche in altre lunghezze d'onda, compresa quella che ricade nel visibile, quella X e quella radio.

Parte della materia che cade nel blazar va a formare getti di particelle in grado di irradiare in spettro gamma quasi in direzione della Terra e proprio da questo segnale è stata osservata una prima modulazione fin dal 2014 che è sfociata in seguito nella certezza di un comportamento ciclico a lungo termine. 

La spiegazione più plausibile vede la presenza di una coppia di buchi neri al centro del blazar: uno dei due buchi neri supermassicci emetterebbe raggi gamma in un getto che risentirebbe delle interazioni con il buco nero compagno. Se questo scenario fosse confermato, il blazar sarebbe un indiziato speciale per il futuro rilevatore di onde gravitazionali LISA. 

Non si tratta, tuttavia, dell'unica possibilità visto che potrebbero esistere delle instabilità periodiche nel disco di materia che circonda un singolo buco nero oppure potrebbe trattarsi di effetti relativistici in grado di creare fenomeni di precessione.