La migrazione planetaria affidata a ALMA
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Le antenne di ALMA potrebbero trovare le prove della migrazione dei pianeti misurando la dimensione dei grani di polvere in due distinti dischi intorno a giovani stelle


Fonte "Is the ring inside or outside the planet?: The effect of planet migration on dust rings" - MNRAS 2018


Densità di polvere renderizzata in una simulazione. In bianco l'anello più interno. Crediti University of Warwick
Densità di polvere renderizzata in una simulazione. In bianco l'anello più interno.
Crediti University of Warwick

La migrazione dei pianeti concomitante e appena successiva alla formazione di un sistema planetario è una teoria vecchia di quaranta anni ma, idea a parte, evidenza osservativa di un simile processo non è mai stata riscontrata. 

Le prove potrebbero essere incastonate nelle strutture ad anelli che circondano le giovani stelle e nelle quali si formano, ed eventualmente migrano, i pianeti ma finora non c'era mai stata una risoluzione in grado di fornire dettagli in grado di avallare o meno la teoria. 

Un team della University of Warwick e di Cambridge ha fornito due nuove possibili evidenze osservative che potrebbero essere scorte in anelli di povere in orbita intorno a giovani stelle e al giorno d'oggi le osservazioni possono contare sulla grandiosa potenza di Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), in grado di dettagliare anelli, gaps, spirali e grumi all'interno degli anelli stessi. 

Secondo lo studio, le prove di una sicura migrazione planetaria che ALMA potrà ottenere riguardano l'esistenza di un anello di polvere interno (tra la stella e l'orbita planetaria) composto di piccole particelle e di un anello di polvere esterno (oltre l'orbita del pianeta ) composto di particelle più grandi. Per un pianeta di 30 masse terrestri distante almeno 30 UA dalla stella, la dimensione delle particelle più piccole è stimata in meno di un millimetro mentre quella delle particelle più grandi eccederebbe di poco il millimetro. ALMA, questo, riuscirebbe a misurarlo. La differenza di dimensione è legata alla velocità delle particelle, con quelle più grandi in moto più veloce e in grado di tenere il passo della migrazione planetaria.

ALMA osserva dischi già da tempo e il team non esclude che in dati già presi possano esistere le tracce indicate, finora passate inosservate poiché non cercate.