Dalla Luna agli atomi di idrogeno primordiali
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Un team dell'ICRAR sfrutta la conoscenza del nostro satellite per misurare la luminosità radio media dello spazio e da qui partire alla ricerca dei segnali del primo universo


Fonte B McKinley et al. Measuring the global 21-cm signal with the MWA-I: improved measurements of the Galactic synchrotron background using lunar occultation, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society


La Luna come chiave per la comprensione dell'universo primordiale. Crediti ICRAR
La Luna come chiave per la comprensione dell'universo primordiale. Crediti ICRAR

Un team di ricercatori dell'International Centre for Radio Astronomy Research (ICRAR) ha utilizzato la Luna per ottenere informazioni fondamentali sul modo in cui le prime stelle e le prime galassie possano aver forgiato l'universo primordiale, osservando il nostro satellite attraverso il radio telescopio Murchison Widefield Array (MWA) al fine di ottenere il debole segnale proveniente dagli atomi di idrogeno dell'universo giovane.

Prima di veder nascere stelle e galassie, l'universo era composto in gran parte di idrogeno libero di fluire nello spazio in una epoca chiamata "dark age" a causa dell'impossibilità di poter contare su segnali in spettro visibile.

In una automobile, la radio può svariare tra vari canali convertendo le onde radio in suoni. Il MWA si trova nella Western Australia, nel deserto, al riparo dalle emissioni FM delle stazioni radio, e capta segnali dallo spazio convertendoli in immagini. I segnali che provengono dall'universo primordiale sono decisamente deboli rispetto agli oggetti di foreground decisamente più brillanti come possono essere i buchi neri in accrescimento in galassie diverse dalla nostra e gli elettroni galattici, ma è possibile misurare la luminosità media del cielo evitando accuratamente i rumori dovuti alle interferenze e agli effetti di costruzione degli strumenti stessi. 

La Luna è stata utilizzata come punto di riferimento per luminosità e forme note, il che ha consentito al team di misurare la luminosità della Via Lattea durante l'occultazione lunare e tenuto conto del "chiaro di Terra", cioè delle onde radio provenienti dal nostro pianeta e riflesse dal nostro satellite verso di noi. Continuando su questa linea, gli astronomi sperano di poter scoprire il segnale dell'idrogeno e portare alla fase di test alcuni modelli teorici dell'universo.