Il sistema planetario di CI Tauri scoperto da ALMA
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Un sistema planetario molto giovane e caratterizzato da ben quattro giganti gassosi le cui orbite non si sposano con nessuno dei modelli elaborati di formazione planetaria


Fonte C. J. Clarke et al. High-resolution Millimeter Imaging of the CI Tau Protoplanetary Disk: A Massive Ensemble of Protoplanets from 0.1 to 100 au, The Astrophysical Journal (2018)


Rappresentazione di CI Tau. Crediti University of Cambridge
Rappresentazione di CI Tau. Crediti University of Cambridge

Un sistema planetario del tutto particolare è quello di CI Tauri, sistema in cui intorno alla stella orbitano ben quattro esopianeti confrontabili con i nostri giganti gassosi (masse comprese tra massa di Saturno e dieci volte quella di Giove) e la cui orbita più esterna risulta migliaia di volta più lontana rispetto a quella più interna.

La stella CI Tau si trova a 500 anni luce di distanza da noi, in una regione molto prolifica di formazione stellare, ha circa due milioni di anni, molto giovane quindi, ed è circondata da un grande disco protoplanetario di polvere e ghiaccio. All'interno del disco si stanno formando pianeti, lune, asteroidi e altri corpi minori. 

Uno di questi pianeti è il primo hot Jupiter mai scoperto intorno a una stella giovane e proprio questa scoperta, all'epoca, comportò molteplici pensieri riguardo la possibilità per pianeti simili di trovare la nascita in luoghi così prossimi alla stella madre, visto che le sostanze volatili dovrebbero tendere ad allontanarsi dai venti stellari. 

Tramite le osservazioni di Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) sono stati rivelati altri tre solchi nel disco, solchi che vanno ad aggiungersi a quello dell'esopianeta già scoperto, portando il conteggio a quattro giganti gassosi. Il pianeta con l'orbita più interna si trova all'interno di quella che sarebbe il percorso di Mercurio mentre il più distante si trova oltre tre volte più distante di quanto non lo sarebbe Nettuno. 

La scoperta non è fine a sé stessa ma apre diverse domande: circa l'1% delle stelle accoglie pianeti di tipo hot Jupiters ma per la maggior parte si compone di sistemi più antichi rispetto a CI Tau. Attualmente è impossibile sapere se il pianeta più interno sia stato spinto in una orbita così stretta dal lavoro gravitazionale degli altri fratelli ed è altrettanto impossibile stabilire se la configurazione sia comune visto che è stata osservata tramite effetti gravitazionali sul disco protoplanetario, cosa che non è possibile osservare in sistemi più antichi. Incertezza vi è anche sul modo di formarsi dei due pianeti più esterni. I modelli tendono a porre il focus sulle tipologie planetarie già scoperte e quindi ogni nuova configurazione, a oggi, necessita di nuove spiegazioni non per forza compatibili con quanto pensato fino a ora. Pianeti come Saturno dovrebbero trarre origine da un nucleo solido con conseguente accumulo di gas ma i processi sono molto lenti a grandi distanze. 
Seguiranno osservazioni multifrequenza al fine di ottenere maggiori indizi sulle proprietà del sistema di CI Tauri.